Alcuni scatti rubati mostrano la sovralimentata di derivazione Kawasaki in officina, impegnata nei test ABS

È stata la protagonista assoluta dell’ultima edizione di EICMA 2019 la Bimota Tesi H2, nata dall’acquisizione di una parte delle quote del marchio riminese da parte di Kawasaki Heavy Industries ed equipaggiata con il motore sovralimentato della gamma H2 della Casa di Akashi.

Il concept presentato al Salone di Milano sta evolvendo verso la fase di produzione, come mostrano le immagini di alcuni test in officina.

Questione di potenza

Il motore 4 cilindri in linea da 998 cc sovralimentato tramite compressore centifugo, mutuato dalle H2 di Kawasaki, esprime nella versione H2R una potenza massima di 310 CV a 14.000 giri.

Una cifra simile a quella che potrebbe vantare la Tesi H2, grazie all’utilizzo di fibra di carbonio praticamente ovunque, di varie componenti in alluminio ricavate dal pieno, come il telaio in piastre ad allaggerire il peso sulla bilancia.

Fotogallery: Bimota Tesi H2, test in officina

La firma Bimota

Come ogni Tesi che si rispetti anche la nuova H2 ha il forcellone anteriore a sostituire la tradizionale forcella, caratterizzato dal sistema di sterzata integrato nel mozzo della ruota anteriore.

L’evoluzione della tecnologia porta sulla Tesi H2 anche alette aerodinamiche integrate, sospensioni elettroniche Ohlins e pinze freno Brembo Stylema.

Lo sviluppo

La Tesi H2, come pubblicato in una foto dal marchio riminese, oggi è impegnata nei test sull’ABS, spogliata delle sue carenature, ma sicuramente più vicina ad entrare nelle linee di produzione Bimota.

 

Foto: Facebook Giampiero Ugolini