Esordio ad Eicma per la nuova Tesi H2 mossa dal 4 cilindri sovralimentato della Kawasaki H2 e contraddistinto dalla ciclistica tipica delle Tesi

Il primo frutto del matrimonio tra Bimota e Kawasaki è stato appena presentato ad Eicma. Si tratta di una muscolosissima Tesi mossa dal 4 cilindri di 998 cc sovralimentato in dote alla H2 di Akashi. La rinascita del glorioso Marchio romagnolo inizia da qui. Progettazione, sviluppo e produzione rimarranno a Rimini.

Kawasaki al 49,9%

Tre anni fa il primo incontro tra Bimota e Kawasaki, ed oggi, con orgoglio da parte di entrambi, gli appassionati possono finalmente ammirare la prima nata dopo l’acquisizione da parte di Kawasaki Motors Europe del 49,9% del pacchetto azionario del Marchio riminese (il restante 50,1% rimane in dote a Chiancianesi e Longoni).

Nell’intento della Casa di Akashi, Bimota dovrà continuare ad essere un marchio super-premium, unico nel mercato, legato alla sua storia, capace di costruire veri e propri gioielli a due ruote. Per questo tutto il cliclo produttivo delle nuove Bimota avrà come base Rimini, la città dove è nata.

Non a caso la supervisione del progetto della nuova TesiH2 è stata affidata proprio all’ingegner Pierluigi Marconi, il papà della prima Tesi 1/D del 1992.

Fotogallery: Bimota TesiH2 ad Eicma 2019

La nuova TesiH2

Questa ultima Bimota rappresenta al meglio scelte tecniche e stilemi di entrambi i marchi. Il cuore pulsante è il 4 cilindri bialbero, 16 valvole, lubrificazione a carter umido, raffreddamento a liquido, sovralimentato con compressore ti tipo centrifugo. La potenza, a seconda delle versioni può variare dai 200 ai 300 CV.

La ciclistica è decisamente raffinata e unica nella produzione motociclistica, impreziosita dalla sospensione anteriore che impiega uno splendido forcellone in sostituzione della tradizionale forcella, completato da un sistema di rinvii che collega manubrio al mozzo centrale permettendo alla ruota anteriore di sterzare.

Il telaio ha il tipico disegno (per le Tesi) ad omega ed è composto da piastre di alluminio ricavate dal pieno.

Nella realizzazione di questa moto si è fatto largo uso di fibra di carbonio, utilizzate anche per le alette aerodinamiche anteriori, mentre la ciclistica è stata ulteriormente impreziosita dalle pinze Brembo e  dalle sospensioni semiattive Ohlins.