Nel penultimo GP della stagione lo spagnolo interrompe l’egemonia di Marquez. Dovi torna sul podio

C'è un vincitore diverso nel penultimo appuntamento stagionale della MotoGP. È Maverick Vinales, che a dire il vero è già da un po' che ha visto le sue performance crescere.

Il protagonista

La seconda parte della stagione è stata sicuramente per Vinales migliore della prima. Aggiungiamoci che si è ritrovato pure su un circuito, quello di Sepang, dove la Yamaha riesce ad esprimersi benissimo, e i conti tornano.

Dunque, è partito a fionda ed è riuscito a mantenere la leadership fino alla bandiera a scacchi. Ha vinto un po' alla Lorenzo vecchia maniera: si è messo davanti, martellando preciso, guidando pulito, su un binario. È ha meritato alla grande il primo gradino del podio.

Gli altri

Marquez ha provato ad inseguirlo, ma non ce l'ha fatta e forse non c'era francamente nemmeno la necessità di rischiare il tutto per tutto per agguantare un'altra vittoria; già nel corso delle prove è stato fortunato a non farsi nulla in seguito a una rocambolesca caduta. Dunque, va bene così.

E poi Maverick ne aveva di più. Anche Andrea Dovizioso ha raccolto il massimo da questa giornata. È riuscito a difendersi da un Valentino Rossi arrembante, piazzandosi sul terzo gradino del podio guidando bene e ottimizzando ciò che la sua Ducati poteva offrirgli.

Già, un Rossi competitivo molto più del solito, sempre nel gruppo con i primi e sempre veloce (stavolta più veloce delle Yamaha di Morbidelli e Quartararo).

 

Segnali positivi sono arrivati da Zarco, che conduceva una ottima gara (per essere la sua seconda in sella alla Honda) prima di essere fatto fuori da Mir. Così come si è visto qualcosa di positivo anche in Jorge Lorenzo, ancora però troppo lontano da quello che è il suo potenziale.

Chissà nelle prossime settimane se continueranno a rincorrersi voci sulla sua presunta saparazione dalla Honda (che lui stesso smentisce ogni volta). Nel frattempo ci saranno due settimane di riposo prima dell'ultima gara della stagione in programma a Valencia. Lì, a prescindere da come finirà, si tirerà una riga (finalmente, per certe versi) e si penserà solo al 2020.