A giochi fatti Marquez resta il solito e fa bottino pieno. Quartararo ormai è un big e Dovizioso ci mette sempre una pezza

Era abbastanza scontato che gli equilibri a Motegi non sarebbero cambiati. Non è un titolo mondiale che inibisce il talento o la motivazione di Marc Marquez.

Così anche sul circuito giapponese è andata in scena la ormai classica gara del motomondiale 2019 con un pilota da battere che arriva sempre primo e un podio da comporre di domenica in domenica.

D'altronde era chiaro a tutti che Marquez non avrebbe mollato un centimetro, anche perché uno come lui magari può decidere di prendersi meno rischi (o anche no), ma ha sempre un palmares da arricchire di anno in anno per inseguire ogni volta un nuovo record. Ah, ora anche Honda ha vinto il titolo costruttori, nonostante Lorenzo.

Gli altri

Anche a Motegi si è confermato un big tra i big Fabio Quartararo, miglior Rookie dell'anno (ci mancherebbe pure) e pilota Yamaha più veloce in questo ultima parte del campionato.

È tornato sul podio anche Andrea Dovizioso, il quale si prende il bello di questa domenica ma resta tristemente consapevole che per lottare per il mondiale (perché è questa l'aspirazione di Ducati) serve altro.

Ci sono troppe piste dove la Rossa fa tanta fatica e il gap da colmare è ancora considerevole. Se a tutto questo ci aggiungiamo che il pilota da battere si chiama pure Marc Marquez allora l'impresa è davvero ardua.

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Rossi non c'è

Non è stata invece una domenica positiva per Valentino Rossi, al quale Giovanni Zamagni nel dopo gara ha chiesto "ma ti diverti ancora?".

Si fa davvero fatica a vedere un nove volte campione del mondo dal talento smisurato e dalla fama planetaria arrancare ogni volta per raggiungere nella migliore delle ipotesi una posizione vicina al podio: occhio, nella migliore delle ipotesi.

E viene naturale chiedersi (e chiedergli, come ha fatto Zamagni) se si riescano ancora a trovare le motivazioni. Lui ha risposto a modo suo, con un sorriso, dicendo che chiaramente non fa piacere questo livello di competitività ma a quanto pare è fiducioso di poter migliorare le cose il prossimo anno. Sarà.

E Lorenzo neanche

Manca invece completamente la fiducia a Jorge Lorenzo, che con la Honda proprio non riesce a trovare il feeling. Chissà cosa succederà il prossimo anno. Anche nel suo caso vale la stessa cosa di Vale: vederlo costantemente nelle retrovie è ingiusto e triste.