L’acquisizione di Bimota da parte di Kawasaki Heavy Industries sarebbe già stata conclusa secondo fonti vicine alla proprietà

Buonissime notizie all’orizzonte per Bimota. Sembra proprio che la soffiata del moto club Yesterbike abbia solide basi. Kawasaki avrebbe perfezionato nelle scorse settimane l’acquisizione dell’atelier riminese.

Non era un mistero che gli imprenditori svizzeri Chiancianesi e Longoni, proprietari di Bimota, fossero interessati alla vendita dell’azienda.

Un passato splendente

Bimota è ancora nel cuore di moltissimi appassionati per aver creato dei veri e propri gioielli capaci di incrementare, a volte notevolmente, dinamica e prestazioni delle moto di derivazione.

Già il nome Bimota è evocativo, essendo l’acronimo dei nomi dei tre fondatori, Bianchi, Morri e Tamburini. Un’azienda nata nel 1966, ma allora ancora distante dalle moto, essendo operativa nel settore degli impianti di riscaldamento e condizionamento.

La prima moto creata fu una special su base MV Agusta 600 Turismo 4C 6, era il 1971. Anche se oggi si ricorda probabilmente con più entusiasmo l’indimenticabile HB1 del 1975, la moto che Tamburini disegnò su base Honda CB 750 e che venne prodotta in 10 esemplari.

Se c’è un modello che forse più di ogni altro può rappresentare la volontà di innovazione dell’azienda riminese è la Tesi 1/D, rivoluzionaria stradale che adottava un forcellone bibraccio all’anteriore in sostituzione della tradizionale forcella telescopica. Una moto il cui sviluppo, iniziato nel 1983 con motorizzazione Honda VF400F, terminò con la versione omologata del 1990, spinta dal desmoquattro Ducati 851.

Kawasaki Bimota

Per Bimota, una ciclistica tanto sofisticata doveva trovare piena realizzazione nelle competizioni. E per questo fu progettato un innovativo 500 cc V2 2 tempi dotato di iniezione elettronica, una novità assoluta per l’epoca.

Purtroppo la mancanza di un’adeguata messa a punto spinse i tecnici ad abbandonare il progetto, dirottando lo splendido propulsore verso una ciclistica tradizionale. Si dovrà attendere il 1997 per poter finalmente ammirare la Vdue , che oltre agli alti contenuti tecnici, veniva impreziosita da una linea personale e dinamica opera della fortunata matita dell’indimenticato Sergio Robbiano.

Kawasaki Bimota

Dopo il fallimento del 2001, due anni rinasce grazie all’imprenditore milanese Roberto Comini che quindi la cederà nel 2013 proprio a Chiancianesi e Longoni. Anni bui questi ultimi, se si esclude la presentazione ad Eicma 2015 della Impeto, bella naked spinta dal bicilindrico della Ducati Diavel (era prevista anche una versione sovralimentata), ma purtroppo mai andata in produzione.

Un’occasione d’oro per il futuro

Se il matrimonio tra Kawasaki e Bimota c’è stato, allora un futuro roseo per l’azienda italiana potrebbe davvero essere imminente.

Vogliamo dare quasi per scontato che la produzione verrà mantenuta a Rimini, non solo per rimarcare l’importanza del passato ma anche per godere della vicinanza della Motor Valley che tutto il mondo ci invidia e che evidentemente potrebbe esprimere tutte le positività che un distretto industriale così specializzato offre.

Come saranno le moto Bimota in futuro è ancora prematuro ipotizzarlo, ma a noi piace pensare a progetti molto avanzati ed innovativi, ovviamente spinti dai propulsori della Casa di Akashi, magari costruiti in serie limitata e personalizzabili secondo le richieste dei fortunati proprietari.

La speranza è di vedere di nuovo all’opera i tecnici che ci hanno deliziato già in passato con le loro opere, come l’ingegner Pierluigi Marconi, progettista della Tesi 1/D.

Non sarebbe comunque la prima volta in cui un motore Kawasaki spingerebbe una Bimota. Nel 1978 infatti dalle officine riminesi uscì la KB1 spinta dal 4 cilindri della Z1000, mentre le successive KB2 e KB3 saranno presentante rispettivamente nel 1981 e 1983.

Kawasaki Bimota

L’entusiasmo di Giuseppe Morri

E’ stato uno dei fondatori della Bimota, ormai lontano dall’azienda dal 1993, raggiunto telefonicamente, a stento trattiene il suo entusiasmo: "Non ho informazioni precise, ma le voci in questi ultimi giorni stanno girando insistentemente. Se l'acquisizione della Kawasaki si concretizzasse e tale notizia fosse fondata ne sarei felice e orgoglioso, perché significherebbe che il marchio è stato più forte di chi lo ha gravemente danneggiato in questi ultimi venti anni. Se mi interessa rientrare? Assolutamente no. Ho 78 anni e la mia avventura in Bimota si è conclusa nel 1993. Ma Bimota è una mia creatura, e pertanto mi auguro che riesca ad essere rilanciata come merita. Per me sarebbe una immensa gioia. Il mio cuore è sempre stato e sempre rimarrà in questo marchio".

Kawasaki Bimota

Virginio Ferrari, contento a metà

Ferrari ha corso e vinto con Bimota. Era il 1987 quando si è aggiudicato il Mondiale TT F1 a bordo della YB4, spinta dal motore della Yamaha FZ 750 abbracciato da un telaio a doppio trave in alluminio dalle dimensioni davvero importanti per l’epoca.

L’ex pilota, oggi dealer MV Agusta a Monaco, si stava proprio interessando  all’acquisto di  Bimota, come racconta a Yesterbike:"Sono sorpreso, non ne sapevo nulla, anche se c'era da aspettarselo. Da una parte sono felice che la Bimota possa tornare in auge dopo le tante disavventure societarie patite negli ultimi anni, ma dall'altra un po' mi dispiace, perché anch'io avevo accarezzato l'idea di acquisirla mettendo insieme un pool di imprenditori, tant'è che più di una volta avevo parlato con Marco Chiancianesi. Onestamente, sostenere che stavo trattando l'acquisto sarebbe una forzatura, diciamo che ne stavamo discutendo. Lui stesso mi aveva parlato di altre trattative in corso, ma non pensavo certo che riuscisse a chiudere in tempi così brevi, tantomeno con un colosso come la Kawasaki. Insomma, sostanzialmente sono arrivato tardi e non ho fatto in tempo. Peccato".

Kawasaki Bimota

In attesa della conferenza stampa

L’acquisizione da parte di Kawasaki dovrebbe essere ufficializzata con una conferenza stampa nei prossimi giorni.

Se così fosse, già Eicma potrebbe essere l’occasione per conoscere qualche novità in più e magari avere notizie di qualche nuovo modello in produzione.