Nonostante l’entrata in vigore del decreto le strade continuano a riservare pericoli a chi viaggia in moto e scooter. Ecco perché

Annunciato come una svolta nella sicurezza degli utenti deboli della strada, il Decreto Salva Motociclisti, pubblicato ad ottobre ma entrato in vigore solo il 17 maggio scorso, sta trovando non poche difficoltà nell’applicazione pratica a causa di una serie di deroghe e cavilli burocratici.

I DSM

Il punto fondamentale del decreto è quello sui dispositivi stradali di sicurezza per motociclisti, meglio conosciuti come DSM, sistemi da installare sul ciglio esterno della carreggiata, sia su strade urbane che extra-urbane.

Montate sulla parte bassa del guardrail hanno una superficie continua sia in orizzontale che in verticale, con altezza minima di 80 cm.

Un dispositivo che evita ai motociclisti, in caso di urto, di finire tra le barriere di sicurezza, uno scenario spesso purtroppo fatale.

Cosa dice la legge

Sui DSM il decreto obbliga gli enti proprietari e gestori all’installazione quando le curve hanno un raggio inferiore a 250 metri e in intersezioni in cui negli ultimi tre anni si sono verificati almeno 5 incidenti con motoveicoli e ciclomotori coinvolti, con morti e/o feriti.

Le criticità

Come purtroppo spesso accade però, deroghe e cavilli permettono di rimandare al mittente l’obbligo, temporaneamente o definitivamente.

Infatti il decreto non è effettivo per le opere con procedure di appalto in corso e per quelle in cui il progetto definitivo è stato approvato prima dell’entrata in vigore del Salva Motociclisti.

Le barriere continue non avranno DSM, nonostante sia stato certificato che possano comportare un impatto gravissimo per il motociclista

L’installazione può essere anche derogata se l’ente proprietario o concessionario della strada prova che ci sono impedimenti tecnici nello svolgimento degli obblighi di manutenzione

Il nodo più grande poi riguarda l’obbligo di installazione dei DSM solo su guardrail omologati CE, il che ci riporta nel 1992, quando venne introdotto l’obbligo delle protezioni stradali omologate, ma senza un termine entro il quale effettuare la sostituzione.

Ad oggi infatti è impossibile censire e sostituire tutti i guard-rail non omologati solo per favorire l’installazione dei DSM, semplicemente perché non ci sono le risorse economiche.

In ultimo poi, i progettisti possono rinunciare ai DSM motivando la scelta semplicemente dichiarando che la strada in questione viene percorsa da pochi motociclisti.

Insomma, alla luce dello stato attuale siamo ben lontani dall’avere un provvedimento che sia efficace nella salvaguardia e nella tutela dei motociclisti.