Due Ducati sul podio e la Yamaha di Valentino Rossi dietro a quelle di Vinales e Quartararo. Marquez? Fa un altro sport

Archiviato il 14esimo turno del motomondiale dopo un GP d'Aragona che ha confemato lo strapotere di Marc Marquez ma che ha riservato anche piacevoli colpi di scena.

Le Ducati ci sono, o quasi

Probabilmente la sorpresa della gara di Aragon della MotoGP 2019 è rappresentata dalle due Ducati sul podio.

Non fa tanto scalpore quella di Andrea Dovizioso, per il quale solo la cattiva qualifica aveva gettato un po' d'ombra sul suo cauto ottimismo circa il passo gara e il potenziale "da podio" in vista della gara di domenica.

È quella di Jack Miller che probabilmente nessuno si aspettava così competitiva. Gran bel risultato, insomma. Che per certi versi, però, rende ancora più "drammatica" la domenica di Petrucci: 12esimo con un distacco di 33 secondi dal primo.

Rossi delude, Yamaha no

Stesso discorso per Valentino Rossi, alle prese con un gara decisamente sotto le attese. Il nove volte campione del mondo ha chiuso all'ottavo posto, dietro a un ottimo Espargaro, pagando 23 secondi di ritardo, con le Yamaha di Vinales e Quartararo (rispettivamente 4° e 5°) decisamente più veloci.

Peccato, invece, per Morbidelli – messo pronti via fuori gioco da una manovra involontaria ma "distruttiva" di Alex Rins (poi penalizzato) – che a quanto pare aveva tutte le carte in regola per fare una buona gara.

L'alieno

Di Marc Marquez, infine, probabilmente non è il caso di parlarne perché ha dimostrato ancora una volta di fare un altro sport, di appartenere a un'altra categoria: come se la MotoGP fosse una cosa e la "MotoGP Marquez" un'altra.

Ora ha toccato quota 300 nella classifica piloti, con Dovizioso a 202 e Rins a 156. Numeri, insomma, che gli consentiranno di chiuderla già in Thailandia il 6 ottobre prossimo (con 4 GP d'anticipo).