L’icona ribelle e anticonformista di Hollywood aveva 79 anni. Leggendaria la sua interpretazione in Easy Rider e altri road movies motociclistici

Il simbolo della ribellione giovanile degli anni ’70 e della controcultura americana, un motociclista appassionato e un’icona del mito On the road a Stelle e Strisce.

Peter Fonda è stato molto di più di un semplice interprete, portando sul grande schermo il mito della libertà insieme a Dennis Hopper nell’iconico Easy Rider.
L’attore newyorkese, figlio di Henry e fratello di Jane Fonda, lottava da tempo contro un tumore ai polmoni, e ieri è deceduto a causa di un’insufficienza respiratoria nella sua villa a Los Angeles.

Un motociclista con il pallino del cinema

L’amore tra Peter Fonda e le moto nasce sin da ragazzo, ma il suo debutto al cinema con i road movies avviene nel 1966, grazie a “Wild Angels”, arrivato in Italica con il titolo “I Selvaggi”, per richiamare il pubblico affezionato al successo del film “Il Selvaggio” del 1953.

Qui Fonda interpreta un membro degli Hell’s Angels (con il nome volutamente caratterizzato da un apostrofo) che perde il suo migliore amico in seguito ad uno scontro con una gang rivale. La pellicola diretta da Roger Corman, si ispirò alle celebri foto che il magazine Life nel 1968 scattò agli Hells Angels durante i funerali di un membro.

Nel 1967, insieme a Dennis Hopper e Terry Southern scrive Easy Rider, che uscirà solo nel 1969, diventando però un film iconico. Per la sceneggiatura del film Fonda viene candidato all’Oscar nel 1970.
Il suo nome è sempre rimasto legato al ruolo di Capitan America, e tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio l’attore ha partecipato ad altre pellicole motociclistiche con diversi cameo, come per Me and Will del 1999 e per Ghostrider nel 2007, dove l’attore interpretò Mefistofele.