La casa inglese e il colosso indiano formalizzano l’accordo per una piattaforma di media cilindrata che vedrà la luce il prossimo anno

Triumph sigla una collaborazione con il colosso indiano Bajaj Auto per la creazione di nuovi modelli per i mercati asiatici e non solo. La notizia non è certo una novità, visto che già dal 2017 le 2 aziende hanno sottoscritto una partnership, ma è di pochi giorni fa la conferma che i primi modelli arriveranno entro la fine del 2020.

I vantaggi

A guadagnarci non è certo solamente Triumph, che vedrebbe rafforzarsi la sua posizione nei mercati orientali con l’ingresso di moto di cilindrata (e costo) minore rispetto agli attuali modelli del marchio inglese, ma anche Bajaj, che potrebbe avvalersi delle tecnologie sviluppate dalla casa di Hinckley per puntare ad allargare il proprio ventaglio di offerta con motorizzazioni più potenti.

Una mossa che l’azienda indiana ha già fatto: Bajaj ha infatti siglato un accordo con KTM per le motorizzazioni dai 125 cc ai 390 cc, e in passato aveva collaborato con Kawasaki.

Non di minore importanza per le case occidentali è lo sviluppo di piattaforme elettriche, e in quest’ottica la collaborazione con un marchio di rilievo in India e già impegnato nella mobilità a emissioni zero è sicuramente strategico.

Triumph Street Scrambler 2019, la prova

La produzione avverrebbe nello stabilimento di Bajaj a Chakan, nonostante Triumph abbia già una linea di produzione a Manesar, sempre in India. L’azienda indiana così porterebbe sulle sue linee di produzione 4 differenti marchi: Triumph, KTM, Husqvarna e Bajaj.

Il debutto

I rumors parlano di un primo modello che sarà diretto concorrente delle Harley-Davidson Street Rod 500 (presente sul mercato indiano) e delle Royal Enfield Interceptor e Continental GT 650, che, sempre secondo indiscrezioni, verrà presentato il prossimo febbraio all’Auto Expo di Nuova Delhi.

La collaborazione si limiterà all’arrivo di nuovi modelli sui mercati in rapida espansione come quello del Sud-est Asiatico, oppure Triumph porterà anche in Europa una nuova famiglia di media cilindrata? Probabilmente non lo sapremo prima del prossimo anno.