Strade splendide e poco trafficate, asfalti perfetti, paesaggi mediterranei. Sono gli itinerari che abbiamo avuto la fortuna di percorrere insieme a Ducati ed Honda e che adesso vi raccontiamo

Tre diversi percorsi, da Valencia a Marbella passando per Almeria con distanze comprese tra i 160 ed i 300 km, ideali per divertirsi al manubrio della propria moto in qualsiasi stagione.

Le nostre compagne di avventure sono state le Ducati Multistrada 950 S e Diavel 1260 S e le Honda CB e CBR650R

Valencia e l’entroterra

Per comprendere meglio il carattere turistico della Ducati Multistrada 950 S la parte iniziale di questo godibilissimo itinerario è trascorsa sull’Autovia Mudejar, l’autostrada direzione nord che percorriamo per circa 40 Km fino a Sogorb.

Da qui si inizia a fare sul serio. Imbocchiamo la CV-215 che propone un susseguirsi di curve a medio raggio salendo dolcemente attraverso Vall de Almonacid e quindi Algimia de Almonacid. Si prosegue poi in direzione di Alcudia de Veo, 15 km circa immersi nel cielo azzurro contrastato dal verde delle conifere a basso fusto.

La qualità dell’asfalto è eccellente, in termini di aderenza ed assenza di asperità. La tentazione di distrarsi per godere appieno delle bellezze naturali è costante, per cui una volta di più facciamo attenzione alla velocità, anche perché la carreggiata non è particolarmente larga.

Da qui si procede sulla CV-223 per circa 12 km, raggiungendo Onda, e quindi si dirige a nord prima sulla CV-20 e dopo una manciata di chilometri sulla CV-194. Qui l’itinerario si lascia apprezzare anche per le belle curve a raggio più stretto che permettono di variare il ritmo con grande facilità. I 10 chilometri da Ludiente a Castillo di Villamalefa, decisamente spassosi, dove è possibile anche qualche allungo, possono essere considerati il giusto preludio al tratto successivo (sulla CV-190) fino a Zucaina caratterizzato da bellissimi tornanti e tratti guidati.

Col valore aggiunto di incorrere raramente in curve cieche, aumentando piacere di guida e sicurezza attiva. La tentazione sarebbe stata quella di percorrere questo tratto avanti e indietro per più volte, ma a ben vedere l’aver proseguito verso Montanejos, per 20 km lungo la CV-195, è stata comunque la scelta giusta.

L’aria si fa più fresca, il paesaggio ci coccola con il medesimo alternarsi di colori e profumi, mentre la strada inizia a scendere e curve più morbide permettono di rilassarsi, lasciandoci il tempo di realizzare pienamente quanto sia bello questo entroterra valenciano, rincuorati anche dalla totale assenza di traffico. Qui, soprattutto nella stagione calda, vi consigliamo di prendere un momento di pausa e visitare il bellissimo Rio Mijares dove fare un tuffo nell’acqua trasparente di Fuente de los Banos immersi in un un canyon alto circa 30 metri alla cui sommità domina il verde incontrastato di una natura ancora selvaggia. Rinfrancati dalla sosta si prosegue direzione sud verso Jerica per 24 km sempre sulla CV-195.

Qui il paesaggio si allarga, e la vegetazione bassa permette di ammirare panorami lontani che degradano dolcemente verso la costa. Buone notizie anche dal punto di vista ludico, grazie ad asfalti perfetti ed al costante susseguirsi di curve a medio raggio. Sensazioni che si ripeteranno inalterate nei 55 km fino ad Altura, passando per Masia de los Perez e Sacanet. Se tutte le favole hanno una fine, la nostra sembra non voler rispettare la regola, perché anche nell’approssimarsi a Valencia è ancora in grado di regalare momenti di guida assolutamente gratificanti, almeno fino ad Olocau, nei 30 km circa che disegnano il perimetro del Parco Naturale de la Serra Calderona.

Da qui ci separano 40 km dal capoluogo della Comunidad Valenciana, che percorreremo sulla CV-35 prima di gustarci tapas, paella e arnadì per cena.

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A nord di Almeria

Questo itinerario lo abbiamo percorso alternandoci in sella alle Honda CB650R e CBR650R. Partenza e arrivo da Parador de Mojacar, circa 80 km a nord est di Almeria. I primi chilometri percorsi sulla AL-5107 costeggiando alla nostra sinistra il Mediterraneo alternano lunghi rettilinei a qualche curva, l’ideale per un veloce warm-up. Prima di Carboneras la strada abbandona la costa inerpicandosi brevemente nell’entroterra, e regalando subito emozioni intense, soprattutto dal punto di vista paesaggistico dominato da vegetazione rada e bassa, tipica dell’Andalusia, che ricorda tanto gli scenari dei celebri Spaghetti Western.

Arrivati a Carboneras si procede sempre sulla AL-5107 e quindi sulla N-341 fino a Venta del Pobre. Da qui si continua sulla A-1103 che dirige rapidamente a nord, rappresentando con le sue morbide svolte il giusto preambolo per la A-1102 e A-4101 che regalano 25 km di spettacolari saliscendi e bellissime curve lunghe e levigate, con asfalto dal buon grip.

Il traffico, soprattutto se riferito a quello a cui siamo abituati in Italia, è sostanzialmente azzerato, incrementando ulteriormente il piacere di guida. Proseguendo verso nord sulla AL-5101 si raggiunge su un misto sempre più appagante Alcudia de Monteagud, dove curve in appoggio lasciano spazio a tornanti, per passare nuovamente, sulla A-349, a morbide pieghe che per una decina di chilometri scandiscono il nostro viaggio, prima di un nuovo cambiamento sulla AL-6105 verso Chercos.

Se il panorama rimane piuttosto brullo anche salendo di quota, a non stancare affatto è la splendida alternanza di pieghe che richiede solo un po’ di attenzione extra per la sabbia che a volte viene portata dal vento e limita leggermente il grip. Ci dirigiamo verso Arboleas  che raggiungiamo attraverso la ALP- 843, una strada secondaria, con carreggiata ridotta, caratterizzata dal susseguirsi di curve a raggio medio e corto, perfette per divertirsi senza inutili rischi, visto che spesso è possibile avere una visuale ampia del percorso.

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Se gli ultimi 30 Km percorsi sono stati davvero interessanti, nella discesa verso la costa ci attende ancora qualche bella sorpresa. Puntiamo verso Los Gallardos attraverso la ALP-813 e la AL-6109 rimanendo letteralmente impressionati dal paesaggio più verdeggiante, seppur alternato a tratti piuttosto brulli ed ovviamente dalle infinite curve che si susseguono quasi 40 km.

La strada qui scende leggermente e permette di guidare con unno o due rapporti in più, concentrandosi ancor di più sulle traiettorie e limitando al massimo le frenate, dondolando tra una svolta e l’altra, facendo tanta strada col minimo impegno.

A questo punto il gioco sembra davvero terminato, non rimane che dirigere verso il nostro punto di partenza di Parador de Mojacar, distante una quindicina di km. O piuttosto, ruotare di 180 gradi la prua della nostra moto e ripeterlo in senso contrario.

Senza particolari soste e mantenendo un ritmo sicuro e rispettoso dei limiti, in tre ore saremo di nuovo sulla costa, dopo tante, anzi tantissime curve.

Un loop su Marbella

Paesaggi splendidi ed incontaminati e strade che si confermano ideali per fare turismo e divertirsi tra le curve. Oltre duecento chilometri di vero piacere al manubrio della muscolosissima Ducati Diavel 1260 S tra misto guidato e tornanti tra le montagne a ridosso di Marbella. Il nostro tour in senso antiorario prende il via dalla costa 5 km ad est di Marbella.

I primi minuti sono poco significativi. Percorriamo una strada a scorrimento veloce fino a san Pedro Alcantara e da qui puntiamo a nord verso Ronda attraverso la A-397. Cinquanta chilometri da sogno, curve a largo raggio nel primo tratto, asfalto perfetto, dove l’unico limite è rappresentato dal nostro rispetto delle regole. Su una strada del genere è facile eccedere, per cui meglio dare un’occhiata frequente al tachimetro per mantenere la situazione sotto controllo.

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Solo nell’approssimarsi alla nostra prima destinazione lo scenario varia leggermente diventando più morbido e permettendo allo sguardo di spaziare con più facilità. Forse la guida sarà meno interessante ed allora ne approfittiamo per rilassarci. Da Ronda prendiamo la A-366 verso El Burgo, una trentina di chilometri davvero piacevoli, soprattutto nella seconda metà che funge anche da limite settentrionale del Parco Natural Sierra de las Nieves.

Le carreggiate sono ridotte ma l’asfalto è in buone condizioni. Le curve a raggio corto mettono il buon umore, così come anche l’assenza di traffico, ma attenzione perché spesso le svolte  sono cieche. Da qui si prende la A-366 che sale morbidamente fino ai 681 metri di Yunquera continuando a sorprendere per la varietà di curve e per il tipico paesaggio andaluso, spesso incontaminato. Caratteristiche che si ripeteranno per i successivi 35 chilometri fino ad Alhaurin el Grande. Qui ci separano quindici minuti da La Cala de Mijas, dove raggiungeremo nuovamente la costa appena più ad est dalla nostra partenza.

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