Il 2018 fa registrare un sensibile calo degli incidenti, ma aumentano le vittime tra le categorie speciali e l’obiettivo europeo è ancora lontanissimo

Sicurezza stradale in Italia: calano gli incidenti nel 2018 ma la situazione è tutt’altro che rosea. Specie per gli utenti deboli della strada, come i motociclisti, i ciclisti, i pedoni.

Rispetto al 2017, durante lo scorso anno sono diminuiti dell’1,6% i morti (3.325), dell’1,5% gli incidenti (172.344) e dell’1,7% i feriti (242.621). Cali troppo sensibili per invertire la rotta, soprattutto se si pensa che i costi sociali dell’incidentalità stradale sono stimati pari all’1% del PIL nazionale.

Obiettivo europeo irraggiungibile

“Rispetto allo scorso anno registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime delle categorie vulnerabili, in particolare tra i pedoni - ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia-. La riduzione media annua del numero di vittime della strada del nostro Paese, poi, pari a 2,6% nel periodo 2010-2018, è inferiore a quanto stimato per l’obiettivo europeo, ormai irraggiungibile, di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020”

Moto nel mirino

L’aumento dei morti tra gli utenti deboli ha riguardato, in modo particolare, ciclomotoristi (108; +17,4%), che si confermano tra  le categorie più a rischio, e pedoni (609; +1,5%). Nel complesso, gli utenti vulnerabili rappresentano circa il 50% dei decessi (1.621 su 3.325).

Nel 2018 si sono registrate 1.420 vittime tra conducenti e passeggeri di autovetture (-3%), 685 tra i motociclisti (-6,8%), 219 tra i ciclisti (-13,8%).

Secondo “fallimento”

Ricordiamo che già dal 2001 al 2010 l’Italia non ha centrato il target di dimezzare i morti sull’asfalto. Ora un secondo clamoroso flop: è la sconfitta delle telecamere, degli autovelox abusivi e illegittimi.

Mentre chi guida in stato alterato da alcol e droga la fa franca, grazie ai controlli scarsissimi delle Forze dell’ordine.

Stagnazione del Paese

“Il quadro dell’incidentalità stradale negli anni recenti riflette una diffusa situazione di stagnazione, con un arresto nei guadagni in termini di vite umane” ha affermato Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat.

La prevenzione passa anche le multe a chi guida con lo smartphone in mano: automobilisti pericolosissimi, come ben sanno gli scooteristi.