Il rispetto di tre obblighi del Codice della Strada può discolpare i motociclisti in caso di incidente: ecco quali sono

Poche e semplici regole possono discolpare, in caso di incidente mortale, il motociclista dall’accusa di omicidio stradale.A stabilirlo è la sentenza 29277 del 2019, appena sfornata dalla Cassazione, riguardante appunto i motociclisti. 

Tutto nasce nel 2018, quando il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Milano, all'esito di un giudizio abbreviato, ha dichiarato un centauro colpevole di omicidio stradale. 

Cosa è successo

L’uomo, alla guida del suo Suzuki Burgman su di un tratto di strada rettilineo a visibilità ridotta, in prossimità di due pensiline dell'ATM (tram) poste su appositi salvagenti pedonali percorreva la corsia riservata ai mezzi pubblici, alle biciclette e ai motocicli di viale Jenner, in direzione di piazzale Maciachini. In prossimità dello stabile civico 75, investiva tre pedoni, persone anziane. 

Attraversamento imprudente

Dall'isola salvagente delimitante la corsia riservata lato stabili civici numero pari, i tre anziani attraversavano, nonostante il divieto di transito pedonale e il transennamento della carreggiata, la sede stradale in direzione dell'isola opposta, da sinistra verso destra rispetto al senso di percorrenza del veicolo investitore.

La colpa dello scooterista

L’uomo non teneva una condotta di guida idonea a prevenire la situazione di pericolo derivante dal comportamento scorretto, ma prevedibile, dei tre anziani pedoni, i quali, avendo quasi terminato la fase di attraversamento della carreggiata, avrebbero potuto e dovuto essere visti ed evitati dal motociclista, se questi avesse tenuto una condotta più attenta e prudente.

L’accusato, condannato anche in secondo grado, ha fatto così ricorso per Cassazione.

Tripletta per chi va in moto

I giudici sono stati chiari e parlano di tre obblighi: ispezionare la strada dove si procede o che si sta per impegnare, mantenere un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico e prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada.

Siccome il motociclista non ha rispettato uno o due o tre di questi obblighi, allora la condanna per omicidio stradale è corretta.

Si tratta di obblighi comportamentali posti a carico del conducente anche per la prevenzione di eventuali comportamenti irregolari dello stesso pedone, genericamente imprudenti: tipico il caso del pedone che si attarda nell'attraversamento, quando il semaforo, divenuto verde, ormai consente la marcia degli automobilisti.

Il motocicclista deve prevedere le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui.