La hyper-naked italiana, guidata da Rennie Scraysbrook, ha trionfato nella categoria Heavyweight e ha segnato il nuovo record sul tracciato

In un’edizione della Pikes Peak macchiata dal dolore per la scomparsa di Carlin Dunne, il pilota Ducati che ha perso la vita in seguito al tragico incidente avvenuto con la Streetfighter V4 a pochi metri dal traguardo, è stata l’Aprilia Tuono 1100 ha conquistare la vetta nel minor tempo possibile, infrangendo il vecchio record.

La vittoria

Con gli occhi di tutti puntati sulla Ducati Streetfighter V4, e complice anche l’inizio difficile nelle qualifiche per il pilota australiano Rennie Scraysbrook e la naked di Noale, in pochi avrebbero scommesso in un successo sul Devil’s Playground.

Invece il giornalista di Cycle News e la Aprilia Tuono 1100 hanno saputo affrontare le 156 curve della Race to the clouds in 9’44.963.
Un tempo record, che cancella il primato siglato da Chris Filmore nel 2017, arrivato al traguardo in 9’49”265 su KTM 1290 Super Duke R.

pikes peak 2019 aprilia tuono

Il cordoglio

La festa per la vittoria di Scraysbrook è purtroppo durata poco. Dopo l’arrivo sulla cima infatti l’attenzione del pilota si è concentrata sulle condizioni del rivale-amico Carlin Dunne, fino alla notizia della scomparsa del pilota Ducati.

Scraysbrook ha voluto ricordare Dunne con parole di amicizia e stima sui social network. “È stato un onore condividere la ‘Montagna d’America’ con te. Ci sei stato per darmi preziosi consigli al mio primo anno, poi per sfidarmi nel 2018 e anche per condividere con me sorrisi e impressioni fino alle qualifiche della scorsa settimana. Da vero sportivo mi hai stretto la mano e ci siamo augurati buona fortuna prima della gara, ripromettendoci di incontrarci sulla cima. Ora sei più in alto di tutti, sei il vero Re della Montagna, Carlin”.