Da gennaio a maggio, su 23,6 miliardi spesi alla pompa, ben 14,4 sono finiti nelle casse del fisco

Che il prezzo del carburante sia “gonfiato” dalle accise è notizia vecchia e sulla bocca di tutti. Ma quanto ci costano le tasse?

Tanto: grosso modo, due terzi dei soldi spesi per la benzina infatti, finiscono nelle casse del fisco.

Lo dicono anche i dati recenti del Centro Studi Promotor. Da gennaio a maggio 2019, su 23,6 miliardi spesi al distributore (fra verde e gasolio), addirittura 14,4 sono stati polverizzati in accise e Iva.

Paradossalmente, quindi, più la benzina costa (per mille motivi, fra cui, come ci raccontano le compagnie, le tensioni internazionali che fanno crescere il costo del barile), più lo Stato guadagna.

Utenti tartassati

Sono accise che penalizzano i motociclisti, così come gli automobilisti, e le imprese, con ricadute negative sull’economia, sui trasporti, sui prezzi delle merci al supermercato: un prelievo fiscale che ha pochi eguali al mondo. I numeri snocciolati dal Ministero dello Sviluppo Economico sono impietosi.

Prendiamo la benzina. Un litro costa 1,626 euro, di cui accisa per 0,728 euro e Iva per 0,293 euro. Se le tasse non ci fossero, la verde costerebbe 0,605 euro al litro, e sarebbe tutto un altro andare.

Alla ricerca del risparmio

Per chi va in moto, l’Osservatorio Prezzi del MISE, sul proprio sito, mette a disposizione un modulo speciale.

C’è una ricerca per area geografica. Nei menu a tendina (o nella mappa) si sceglie la Regione, poi la Provincia, infine il Comune. E la modalità: per esempio self service, per risparmiare.

Dopodiché, si clicca ed ecco i distributori ordinati come volevamo: per esempio, in ordine dal meno costoso. Se è nei paraggi, può convenire. Come altre soluzioni, ci sono le ricerche per zona, percorso, tratta autostradale (dove costa molto di più) e nome.

Accise, la storia (infinita)

Il fatto è che lo Stato con le accise paga le pensioni, e vista la situazione pesante dal punto di vista economico del nostro Paese è difficile immaginare un taglio netto nel futuro prossimo. Molte accise del passato avrebbero dovuto essere temporanee, ma poi sono divenute fisse, eterne. Così, il motociclista che fa il pieno paga le accise a dir poco “anacronistiche”.

  • 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935-1936;
  • 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l'alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980;
  • 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della missione ONU durante la guerra del Libano del 1982-1983;
  • 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell'Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all'arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011;
  • 0,024 euro per far fronte ai terremoti dell'Emilia del 2012;
  • 0,005 euro per il finanziamento del "Bonus gestori" e la riduzione delle tasse ai terremotati dell'Abruzzo;
  • 0,0024 euro per il finanziamento di alcune spese del decreto Fare "Nuova Sabatini" (dal 1º marzo al 31 dicembre 2014).

Le promesse (recenti) della politica

Proprio per queste accise di epoca “preistorica”, il vicepremier Matteo Salvini ha parlato a più riprese di eliminazione delle tasse più vecchie. Quali? “La più antica risale al finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, che pare essersi conclusa. [Abolirle tutte] comporterebbe una riduzione del costo alla pompa di circa 10 centesimi al litro”.

Non si sa dove lo Stato potrebbe trovare la copertura finanziaria necessaria per coprire l’ammanco: si verrebbe a creare una voragine. Salvini non ha però detto quando il taglio avverrà. Pertanto, si resta in attesa.

Un po’ diversa la promessa di Matteo Renzi. Nel 2014, l’ex presidente del Consiglio dichiarò a Porta a Porta che avrebbe tagliato le accise sulla benzina, e che entro la fine di quell’anno anno avrebbe eliminato “tutte le voci ridicole come quella per la guerra d'Etiopia”. Era il 2014.