Lorenzo abbatte Dovizioso, Rossi e Vinales, spianando la strada a Marquez. Il maiorchino ha commesso un errore importante, ma non va crocifisso

Jorge Lorenzo ha sbagliato, siamo tutti d’accordo, lui compreso. Ma non va crocifisso.

È sempre stato un pilota corretto e ieri dopo la manovra scellerata che gli è costata cara (in termini di critiche, comprensibili pure), ha subito fatto mea culpa. Non è recidivo, anzi in passato è stato vittima di "manovre simili".

Le responsabilità

Lorenzo paga evidentemente la colpa di aver visto forse per la prima volta la sua Honda rispondere come non mai ai suoi comandi.

A caldo, la prima cosa che è venuta a tutti in mente è “ma che fretta aveva? che motivo c’era di fare una cosa così no sense?”. Forse sarà penalizzato, forse no. Di certo l’ha fatta grossa. 

Ma forse la sua fretta può essere comprensibile. È come se in quella manciata di curve, in quei primissimi giri, con una moto finalmente “a posto" avesse voluto provare a cancellare tutto il negativo che si portava dietro.

Probabilmente voleva scrollarsi di dosso tutto e andare davanti quanto prima per dimostrare prima di tutto a sé stesso che forse qualche passo avanti importane era stato fatto. Ma quella che poteva essere per lui una giornata positiva si è invece trasformata in un disastro completo. 

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La dinamica

Un po’ si è messa in mezzo la sfortuna e un po’ anche quella curva, quasi a gomito. Rossi l’ha definita “una curva che puoi trovare al Conad”, mostrandosi tra l'altro insieme a Marquez tra i meno “severi” nelle critiche post-gara; e il commento di Rossi ha anche più rilevanza, essendo stato il dottore parte lesa.

È un tipo di incidente che pesa tanto, anche nell’economia del mondiale (dando uno 0 clamoroso a tutti i principali contendenti al titolo). Ma non è né il primo, né sarà l’ultimo. E può capitare anche a chiunque: Rins stava per fare lo stesso strike (in un’altra curva), ma per fortuna ha trovato un buco ed è rimasto anche miracolosamente in piedi con la moto imbizzarrita.

Da un campione ci si aspetta magari maggiore esperienza e più lucidità nella gestione delle fasi di gara, è vero. Ma errare è umano e riconoscere il proprio errore, scusandosi pubblicamente (prima in generale e poi di persona in ogni singolo box), è giusto e ammirevole.