Il 70% delle vittime nelle aree urbane è composto dai cosidetti utenti deboli, il 29% sono motociclisti

La sicurezza stradale, specie per quanto riguarda gli utenti deboli (pedoni, ciclisti, motociclisti) dovrà essere il tema prioritario per l’Unione Europea e per i Paesi europei nei prossimi dieci anni: lo afferma l’ultimo studio dell’ETSC (European Transport Safety Council).

Come ricorda l’ACI, infatti, è vero che le morti sulle strade urbane dal 2010 al 2017 si sono dimezzati rispetto ai decessi registrati sulle strade extraurbane. Ma pedoni, ciclisti e motociclisti, ossia le categorie più vulnerabili, costituiscono il 70% delle persone uccise o gravemente ferite in città.

Per la mobilità sostenibile

“Fino a quando le persone non si sentiranno sicure di camminare ed usare la bicicletta, molte di loro non saranno incoraggiate ad usare forme di trasporto più sostenibili" ha affermato Dovilè Adminaité-Fodor, autore dello studio. "Nei prossimi 10 anni vorremmo che l’Unione Europea e tutti i Paesi europei investissero maggiori risorse nei trasporti urbani, in particolare per la sicurezza degli utenti più vulnerabili”.

I nemici della sicurezza? Strade pessime, guida in stato di ebbrezza da parte di tutti, automobilisti e guidatori di mezzi pesanti inclusi.

Cosa fare

Lo studio dell’ETSC contiene oltre raccomandazioni per le Autorità europee, nazionali e locali: fra cui, limitare la circolazione dei veicoli commerciali pesanti nelle aree urbane in determinati orari e riservare loro percorsi dedicati e migliorare la sicurezza delle infrastrutture, soprattutto agli incroci  degli svincoli pericolosi.