La Corte costituzionale fa chiarezza sulla tassa di proprietà dei veicoli e su deroghe e esoneri da applicare

Bollo moto e bollo auto: ogni Regione decide sulle esenzioni. Lo ha deciso la Corte costituzionale e a questo punto nessun Governo né future leggi potranno contraddire quanto stabilito.

L’unico vincolo è non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

La diaspora

Va premesso che il bollo è una tassa regionale. Il problema è sorto per un contenzioso tra la Commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna riguardante il pagamento della tassa regionale per autoveicoli e motoveicoli con anzianità tra i 20 e i 30 anni, classificati d'interesse storico o collezionistico.

Ma la decisione della Consulta ha un valore più grande, e riguarda tutti i veicoli.

Una norma superiore, con regole regionali

Il legislatore statale ha scelto infatti, spiegano i giudici, di declinare la competenza legislativa regionale sulla tassa, non interamente “ceduta” alle Regioni; ma assume caratteristiche distinte, in quanto il principio di coordinamento introduce un più ampio margine alla competenza legislativa regionale.

In altre parole: la legge nazionale sul bollo moto c’è, ma le Regioni hanno notevole autonomia.

La palla alla politica

Una sentenza della Corte Costituzionale “ha stabilito che le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali sul bollo - ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio -. Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri una moto la moto è tua".

Sulla stessa linea Davide Caparini, assessore in Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio: “La sentenza va nella direzione di quanto chiediamo con l'autonomia. Finalmente possiamo gestire anche se in parte quello che è un tributo regionale. Siamo quindi liberi di prevedere vari tipi di agevolazione, unico limite è ovviamente la compatibilità con il bilancio".