Di Marquez non ha più senso parlarne, mentre Le Mans forse ci dice qualcosa di importante su Ducati e Yamaha

Diamo ormai per scontato che Marquez fa un altro mestiere, come se appartenesse a una categoria extra che va ad aggiungersi a MotoGP, Moto2 e Moto3.

Anche perché altrimenti si rischia di essere ripetitivi, pronunciando ogni lunedì le stesse frasi e gli stessi aggettivi. Dunque, non ne parliamo. Vediamo invece quali sono gli altri spunti che emergono dalla la gara di Le Mans.

Ducati a grandi passi

Sono tendenzialmente due gli aspetti forse più significativi di questa tappa del campionato. Il primo riguarda Ducati.

Con tre moto dietro il "Marziano" si confermano in grande crescita, anche su un circuito dove invece le previsioni erano decisamente meno rosee. Dovizioso si conferma l'avversario n.1 di Marquez, mentre Petrucci conquista un podio importantissimo, che arriva proprio nel momento giusto, quando attorno a a lui iniziava a crescere un po' troppo la pressione per i mancati risultati.

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Chi l’ha visto

Pressione che continua ad esserci invece attorno a Jorge Lorenzo, che Le Mans ottiene il suo miglior risultato stagionale. C'è da essere felici? No, perché parliamo di un undicesimo posto e di un distacco di 15 secondi dal compagno di squadra, Marquez.

Si prospetta, insomma, un anno difficile per il majorchino, anche se speriamo possa venirne fuori prima possibile.

Yamaha sottotono

Se da un lato, dunque, le Ducati si dimostrano forse più avanti del previsto sotto il profilo delle performance e dello sviluppo, dall'altro probabilmente le Yamaha invece sono un po' più indietro di quanto potesse sembrare (ecco il secondo spunto).

Non possiamo sapere cosa avrebbe fatto Vinales senza quella sfortunata caduta, ma il quinto posto di Valentino Rossi non è certo il risultato sperato dal team e dallo stesso pilota pesarese. Il quale a fine gara ha continuato a ribadire: "Facciamo fatica in accelerazione rispetto alle Honda e alle Ducati e anche sul rettilineo sono lento". Dunque, siamo alle solite anche quest'anno.

Rins: l’underdog

Infine su Rins si potrebbe correre il rischio di dare giudizi affrettati, quando quello di Le Mans potrebbe essere semplicemente un weekend sfortunato.

Aspettiamo le prossime gare per capire se realmente il pilota Suzuki potrà continuare a stare con i big oppure no. Intanto il 2 giugno si andrà al Mugello e salvo imprevisti (positivi) si prevedono gli stessi equilibri visti in Francia. Vedremo.