Andrea Dovizioso è uno degli staccatori più forti della MotoGP. Qui ci racconta qualche segreto della sua frenata

La MotoGP rappresenta l’evoluzione massima di ciascuna componente applicata alle due ruote a motore. Non fanno eccezione i freni che, soprattutto negli ultimi anni, si sono fortemente evoluti aumentando ulteriormente le loro prestazioni.

Brembo è l’azienda leader mondiale che fornisce i più importanti team del Circus Mondiale e tra questi anche le Ducati del team Mission Winnow di Dovizioso e Petrucci.

Freni ad hoc per Desmo Dovi

Andrea Dovizioso, oltre ad essere un pilota vincente - nelle ultime due stagione ha vinto ben 11 GP, secondo solo a Marquez a quota 18 – è universalmente riconosciuto come grande staccatore. Una dote che ha saputo migliorare negli anni grazie anche alla personalizzazione dell’impianto frenante della sua Ducati.

“Per me è fondamentale averli reattivi e precisi. Io sono solito frenare usando le due dita sulla leva anteriore”, dice Andrea, ed aggiunge “In 125 e 250 i margini di personalizzazione dei freni sono molto limitati. Devi solo trovare il tuo set-up e il resto arriva di conseguenza. Invece in MotoGP è tutto molto estremo e nell’ultimo decennio i freni sono cambiati tanto: è aumentato sia il diametro dei dischi sia l’altezza della fascia frenante con diverse combinazioni disponibili. Anche le pinze freno hanno seguito un’evoluzione tecnologica notevole combinata ad un aumento delle opzioni di scelta a disposizione di ciascun pilota. Adesso stiamo andando in un contesto dove non ci sono più limiti”.

Feeling ideale anche sul bagnato

Il continuo adattamento delle caratteristiche dell’impianto frenante alle proprie esigenze ha permesso a Dovizioso di utilizzare proficuamente i dischi in carbonio anche con basse temperature e pioggia, come nel caso dei GP del Giappone 2017 e Valencia 2018.

“È una bella novità perché ci dà la possibilità di avere un freno più costante, come sull’asciutto, e per uno che stacca forte come me è fondamentale” racconta il Dovi,” Certo, è una situazione non facile da gestire e non è facile tenerli in temperatura quando fa veramente freddo, ma per me rappresenta un grandissimo passo in avanti”.

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La pompa pollice

Per proseguire la frenata con il posteriore anche quando la moto raggiunge elevati angoli di piega a destra (il lato della leva al pedale) Andrea utilizza da qualche stagione con profitto la leva al manubrio sinistro azionabile col pollice. Una evoluzione di quella che Brembo realizzò per la prima volta nel 1993 per permettere a Mick Doohan di azionare il freno posteriore dopo il terribile incidente del GP d’Olanda dell’anno precedente che compromise la mobilità del suo piede destro.

Dovizioso esclude l’utilizzo della pompa pollice per limitare lo scivolamento della ruota posteriore “La potenza che puoi esercitare con il dito sulla pompa pollice è comunque minore rispetto a quella che puoi esercitare con il piede. Ed è per questo motivo, infatti, che la uso solo quando la moto ha la massima angolazione di piega”, un utilizzo certosino che dimostra una volta di più quanta sensibilità e tecnica occorra oggi per guidare al limite una MotoGP.