Prezzi alle stelle nelle aree di servizio di mezza Italia, che hanno accompagnato il mini-esodo pasquale e sembrano non essere destinati a scendere

Benzina alle stelle. La causa? L’inasprimento delle sanzioni USA all’Iran e le tensioni in Libia. Il record è sulle autostrade, per il lungo ponte appena trascorso i prezzi sono schizzati addirittura oltre 2 euro al litro per la benzina.

I record

Sulla A1 Milano-Napoli 2,041 euro al litro segnalati nell’area Lucignano est (Arezzo) al servito. Non vi basta? 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze) e 2,071 a San Pietro (Napoli). Per non parlare di 2,020 euro per un litro di verde a San Zenone est (Milano).

Lo dice l’Osservatorio carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico. E non finisce qui: pare che siano in vista altri rialzi.

Che botta

Una legnata per chi si muove in moto o in scooter, sia in città sia per chi viaggia. Come sempre, a bastonare di più sono le tasse: fra accise e IVA (l’imposta sulle tasse) si arriva al record europeo.

Soldi con cui lo Stato paga pensioni, sanità e costi della politica. Basti dire che, grosso modo, ogni centesimo di euro di accise in più produce un gettito di 400 milioni di euro l’anno.

Parola ai sindacati

Comunque, fa sapere Stefano Cantarelli, presidente di Anisa Confcommercio (rappresenta i gestori della viabilità autostradale), “A livello generale c’è stato un forte rialzo della materia prima che non è dovuto tanto alla quotazione del barile, quanto alla borsa valori del prodotto finito. In autostrada i prezzi dei carburanti sono più alti, oltre che per il fatto che il servizio è attivo h24, 7 giorni su 7, per vari fattori”.

Uno: le royalties che vengono richieste dalle concessionarie alle compagnie petrolifere. Due: l’autonomia con cui le compagnie stabiliscono i prezzi sulla viabilità autostradale. Tre: alcune concessionarie da anni non mettono a gara i propri impianti.