Nonostante quello che si può leggere sui forum, il Prefetto non solo non accoglie il ricorso, ma aumenta anche la sanzione

Sul web impazza la bufala del ricorso vincente al Prefetto contro le multe al semaforo rosso: parliamo di 180 euro, spese di spedizione incluse (articolo 146 del Codice della Strada), più la sottrazione di 6 punti dalla patente.

Se non si comunica niente alla Polizia, arriverà una multa supplementare di 300 euro (con spese di spedizione). Molti forum spingono dicendo che chi si rivolge al Prefetto vince il ricorso, se ci sono problemi di taratura del semaforo.

Che boomerang

Guai invece a fare ricorso contro la multa per semaforo rosso: il Prefetto raddoppia la multa in automatico. Quindi, si arriva a una legnata di oltre 300 euro.

La prova? Con l'ordinanza n°10458 del 17 ottobre 2018, pubblicata il 15 aprile 2019, la seconda sezione Civile della Corte di Cassazione ha confermato che il verbale dell'infrazione è valido sempre, anche se l’apparecchio che rileva la violazione non è tarato.

Differenza di peso

Per la Cassazione, non c’è l’obbligo di sottoporre a taratura anche gli apparecchi per la rilevazione semaforica, che non costituiscono strumenti di misurazione, al contrario degli autovelox. Di conseguenza, "il verbale di accertamento dell'infrazione" non deve contenere "l'attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l'uso".

Unica ovvia soluzione: provare il malfunzionamento dell'apparecchio o un suo difetto di costruzione o installazione. Già, come? Una prova diabolica, impossibile.

Morale: occorre pagare, senza abboccare alle pericolose bufale online.