Il sistema MIPS, dopo il successo in ambito sportivo, approda anche tra i caschi per uso motociclistico assicurando maggiore protezione nel caso di urti rotazionali

La tecnologia MIPS è stata sviluppata in Svezia a partire dal 1996 con lo scopo di ridurre lesioni cerebrali più o meno gravi in caso di impatti angolati.

In un casco dotato di MIPS Brain Protection System la calotta ed il rivestimento interno sono separati da uno strato a basso coefficiente di attrito.

A seguito dell’impatto quindi, la testa subisce una minore rotazione rispetto alla calotta, grazie allo scivolamento del rivestimento consentito dallo strato a basso attrito.

Efficace nelle dinamiche di impatto più frequenti

Le statistiche sugli incidenti mostrano chiaramente come molte lesioni si verifichino proprio a causa di un impatto angolare.

Una situazione non ancora contemplata dai test di certificazione per i caschi dove si misurano le conseguenze provocate dall’impatto relativo alla caduta verticale del casco su una superficie piana.

Il Brain Protection System di MIPS mira quindi a limitare i danni relativi alle dinamiche di urto più frequenti.

Sempre più diffuso

Se MIPS è stato adottato inizialmente per i caschi da equitazione, si è presto diffuso anche nel ciclismo, nello sci e quindi nel mondo delle due ruote a motore.

Sono sempre di più i marchi che lo stanno utilizzando con profitto, tra cui: Alpinestars, Bell Moto, Kabuto, Scott e Thor.