Il colosso automobilistico tedesco nei primi del ‘900 portò alcune importanti novità nel mondo delle due ruote. Ne ripercorriamo la storia

La storia dei fratelli Opel è legata a doppio filo con le due ruote: sì, perchè prima di diventare il colosso automobilistico che è oggi l’azienda tedesca si affermò come marchio di biciclette, e dal 1901 anche di moto. A 90 anni dallo stop della produzione motociclistica ripercorriamo la storia di Opel.

opel moto

Gli inizi: le biciclette a motore

Dopo gli esordi nel campo ciclistico i fratelli Opel capirono ben presto che un motore poteva rappresentare la spinta necessaria per rispondere alle esigenze di mobilità dell’epoca. Al telaio di una bicicletta classica vennero aggiunti un serbatoio e un motore monocilindrico verticale collegato alla ruota posteriore con trasmissione a cinghia di cuoio. I pedali rimasero al loro posto, perchè la potenza espressa non consentiva neanche di salire pendii troppo ripidi e perché l’affidabilità del motore a scoppio dell’epoca non era massima. Ma il prezzo basso, 700 marchi, e la novità introdotta decretarono il successo della Opel 2HP, prima moto del marchio.

opel moto

Le bicilindriche e i successi sportivi

Dopo la 2HP il pubblico iniziò a richiedere prestazioni maggiori, così iniziò lo sviluppo di nuovi motori. Il monocilindrico venne portato fino a 3,25 CV, e parallelamente venne rilasciato il primo bicilindrico ad accensione elettromagnetica della casa, capace di 3,5 CV. Due modelli dal prezzo modesto, che però ebbero un successo mediocre. I record invece, la casa tedesca li ottenne in campo sportivo: dal 1922 le speciali monocilindriche 4 tempi impiegate in varie competizioni vinsero praticamente tutto in Germania. Merito anche di Fritz Von Opel, figlio del fondatore Wilhelm, che aiutò l’azienda a tornare in auge.

opel moto

Opel Motoclub

Dopo uno stop della produzione durato 3 anni Opel tornò nel 1928 con la Motoclub: una riedizione di un modello prodotto dal marchio Neander, che grazie alla sua manegevolezza, alla modernità delle linee e a prestazioni concrete (raggiungeva i 120 km/h di velocità) rappresentò una vera novità del mercato. La particolarità della Motoclub era nel suo telaio realizzato in profilati d’acciaio stampati e chiodati, al posto dei tubolari: una soluzione più economica e di maggiore robustezza, accompagnato da una forcella elastica dal disegno insolito. Due le versioni disponibili: la base, con motore da 16 CV, e la SS con potenza di 22 CV, rispettivamente vendute a 1.190 e 1.290 marchi. I tempi però non aiutarono la Opel, che appena venne acquistata dal gruppo americano GM cessò la produzione di moto. Esattamente 90 anni fa.