come vanno verificate le coperture assicurative? Il Ministero dell’Interno si muove per fare chiarezza

Prosegue la lotta all’evasione assicurativa: addirittura 2,8 milioni di veicoli (tra auto e moto), ossia il 6,3% del totale degli immatricolati, viaggiano senza copertura assicurativa.

La percentuale sale al Sud Italia, con il 10%, ma anche Roma non scherza col 9,8%. Automobilisti e motociclisti che, se causano un incidente, devono pagare i danni di tasca propria: non c’è nessuna Rc moto a copertura. Tanto che spesso questi evasori si trasformano in pirati della strada, in fuga dopo il sinistro.

Un disastro per le vittime, costrette a rivolgersi al Fondo di garanzia, con tempi di attesa biblici per i risarcimenti. Ora il ministero dell'Interno, col parere numero 300/A/1223/19/105/2 dell’8 febbraio 2019, ha detto no alle telecamere utilizzate da sole, in automatico, senza gli agenti che presidiano la postazione a bordo strada.
Ecco allora come si svolgono le verifiche.

Due opzioni

La prima (come succede a Ciampino, in provincia di Roma), prevede l'utilizzo di una pattuglia che, con uno strumento, tipo il Targa System, fotografa la targa della vettura, che viene messa nel database alimentato da Motorizzazione e assicurazioni.

Se la moto non è in regola, il proprietario deve esibire quanto prima il certificato Rc moto, che va sempre portato con sé. In caso di mancanza di certificato, scatta la multa. Il secondo modo è il classico posto di blocco con conseguente controllo della Polizia.

Le multe

Secondo l’articolo 193 del Codice della Strada, multa di 868 euro, sequestro della moto, decurtazione di cinque punti-patente. Alla seconda volta in due anni (recidiva), multa di 1.689 euro, taglio di cinque punti della patente, sospensione della patente da uno a due mesi.