L’ex pilota MotoGP Nobuatso Aoki ha portato la nuova Suzuki tra le curve giapponesi

Il legame tra Nobuatso Aoki, ex pilota Suzuki tra il 1998 e il 2004 (con una parentesi di 3 anni nel team Proton KR) tra il Motomondiale classe 500 e la MotoGP ha provato per la prima volta la nuova Suzuki Katana.


Amore a prima vista


Visto il passato tra il pilota e il marchio di Hamamatsu non ci saremmo di certo aspettati una sonora bocciatura, ma Aoki sembra genuinamente sorpreso dalle capacità della nuova arrivata di casa Suzuki. Dal motore, che regala una risposta repentina e una coppia già pienamente fruibili a bassi regimi, come sottolineato dall’ex pilota, fino alla sicurezza dell’ABS e del Traction Control, fino all’ergonomia di guida, Aoki sembra aver subito il proverbiale colpo di fulmine dalla Katana.


Icona di seconda generazione


La Katana deve molto alla sua antenata del 1981, che ruppe gli schemi stilistici dell’epoca e dettò nuovi canoni in fatto di sportive stradali. Le sovrastrutture della nuova Katana riprendono le forme dell’originale, riadattandole agli standard odierni. Anche il motore è ben noto ai fan della casa di Hamamatsu, il quadricilindrico da 999 cc di derivazione GSX-R1000 2005-2008: un motore che sulla Katana restituisce 150 CV a 10.000 giri e una coppia massima di 108 Nm a 9.500 giri/minuto. Una scelta, quella degli ingegneri Suzuki, fatta per la grande disponibilità di coppia che il motore da un litro restituisce sin dai bassi regimi, e per la lunga corsa che da Hamamatsu promettono questo quadricilindrico sa offrire in strada.