Sentenza pesantissima a Milano, che crea un precedente e tutela gli utenti stradali dai comuni con autovelox non a norma

Parte da Milano la guerra agli autovelox non omologati. Che cosa è successo? Tutto inizia con una delle innumerevoli multe all’ombra della Madonnina. Il guidatore però stavolta non ci sta: molto spesso, i sanzionati pagano entro cinque giorni per avere lo sconto del 30% e per non sobbararcarsi le noie di un ricorso al Giudice di Pace, che è pur sempre una causa. 


La battaglia del multato


Il ricorrente, a seguito del deposito della documentazione attestante l’omologazione da parte del Comune resistente, evidenziava che l’apparecchiatura elettronica in questione, denominata T-Exspeed V 2.0, non risulta aver ottenuto l’omologazione da parte del ministero dello Sviluppo economico. E allora, perché fa le multe? Perché c’è un’approvazione da parte del ministero dei Trasporti mediante determine dirigenziali.


Parola al Giudice di Pace


A parlare non è un motociclista multato che vuole correre in città (infrazione pericolosissima per la sicurezza stradale), ma un magistrato, il quale non fa altro che analizzare la legge in modo freddo e neutrale. “Il ricorso è fondato”: boom. Ricorso accolto, Comune soccombente, che deve anche restituire la tassa di 43 euro pagata per opporsi. L’apparecchiatura di cui si discute, spiega il Giudice di Pace, nasce e viene utilizzata per la misurazione della velocità, con la finalità di accertarne eventuali violazioni ai limiti prescritti sulla strada, in modalità automatica e, dunque, in assenza di agente accertatore.


La legge vale per tutti


L’articolo 142 del Codice della Strada, al comma 6, prevede: "per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento". Rileggiamo: debitamente omologate. E allora, la legge dice di non correre in moto; la stessa legge dice che l’autovelox dev’essere omologato.


Confusione


La confusione, dice il Giudice di Pace, non è tanto creata dalla norma, poiché la stessa è inequivoca nel richiedere l’omologazione, quanto dal fatto che il legislatore del Codice della Strada, pur prevedendo le due diverse fattispecie (omologazione ed approvazione), a volte ed apparentemente, sembra usarle promiscuamente. Su questo, il Giudice ha ragione: Codice della Strada vecchio e scritto male, soggetto a interpretazioni di comodo, aggiungiamo, a favore dei Comuni che usano autovelox con prototipo omologato: solo il prototipo però.


Il dubbio atroce


A questo punto, la domanda sorge spontanea: ma gli autovelox di Milano e in altre città sono omologati? Se non lo sono, le multe sono lecite? È possibile farsi rimborsare tutte le multe da autovelox pagate nonostante la mancata omologazione?