La streetfighter elettrica si ispira alle icone dei GP anni ’70 e diventa madrina di un film

É una genesi particolare quella dell’Energica Eva di Debolex Engineering: nata per essere la madina del film-documentario Oil in the Blood, dedicato alla scena custom europea, è diventata presto il simbolo di cosa il futuro può riservare alle special di “nuova generazione”. Senza carburatori, scarichi e cilindri, ma non per questo meno affascinanti.


L’idea


Il progetto nasce dalla collaborazione di Gareth Maxwell Roberts, regista di Oil in The Blood, e l’officina inglese Debolex Engineering, conosciuta in tutta Europa e oltre per alcune delle special più originali e ricercate degli ultimi anni. L’idea iniziale era quella di creare un esemplare da svelare durante la premiere del film, avvenuta pochi giorni fa a Londra, ma ben presto si è trasformata in qualcosa di più. Gareth ha infatti coinvolto il marchio olandese di orologi TW Steel, che ha già “patrocinato” diversi progetti di customizzazione sotto l’ala della collezione Son of Time e Energica Motor, con tanto di visita a Modena per fare il punto, prima di partire, con il CTO Giampiero Testoni.


La moto


Una settimana dopo la trasferta italiana al quartiere generale di Debolex arriva una Energica Eva: streetfighter a 0 emissioni  capace di sviluppare una potenza di 145 CV e un picco di coppia di 200 Nm, con un’autonomia di 200 km. La stessa base che ha contribuito a creare le MyEgoCorsa, le partecipanti al campionato Moto E, il primo mondiale dedicato alle elettriche. E forse proprio questa è stata l’ispirazione che ha spinto Calum e Des di Debolex a creare una carenata dal sapore vintage. Per arrivare a sfruttare in tutta libertà il telaio della moto è bastato spostare il modulo ABS e la pompa del liquido di raffreddamento, iniziando così a buttare giù idee su come “avvolgere” l’elettrica. Le carene in alluminio snelliscono la moto e le donano quel tocco rétro che, insieme al lavoro di verniciatura, la fa sembrare uscita direttamente dagli anni ’80. Il taglio delle sovrastrutture è pensato per nascondere le celle della batteria esaltando la parte posteriore del motore e includendo al loro interno tutto il sistema di raffreddamento e le prese d’aria. Serbatoio e sella coprono  il power controller e la presa per la ricarica, mentre il display LCD è rimasto originale. Tante le componenti installate sulla nuove Eva: dal monoammortizzatore Maxton RT10 ai cerchi in alluminio Dymag UP7X, con gomme Pirelli Diablo Supercorsa, passando per leve, pedane e luci posteriori Rizoma, manopole Renthal e pompa del freno radiale firmata Magura. Una corsa contro il tempo per Debolex, che ha completato la moto la notte prima della premiere. A giudicare dal risultato però, le ore di sonno perse non sono state vane.

Fotogallery: Energica Eva by Debolex Engineering