Le barriere che tutelano i centauri hanno superato le prove preliminari

Buone notizie per i motociclisti. Hanno avuto esito positivo i crash test sulla nuova barriera spartitraffico centrale di tipo continuo con un dispositivo per la tutela dei motociclisti, interamente progettata da un team di ingegneri di Anas. Ora la palla passa all’Unione Europea.


I test 


Il test è stato fatto a Bollate, in provincia di Milano, sulla pista di CSI (Gruppo IMQ), Centro di Certificazione e Analisi comportamentale. In teoria, stando alle promesse la nuova barriera spartitraffico salvamotociclisti consentirà ad Anas di elevare ulteriormente gli standard di sicurezza sulle proprie strade. Inoltre si tratta di un dispositivo a marchio Anas esportabile sui mercati nazionali e internazionali.


Risultati positivi


Fra le prove, quella del mezzo pesante con un peso complessivo di 38 tonnellate: è stato lanciato contro la barriera a una velocità di 65 km/h con un angolo di impatto di 20 gradi confermando il corretto comportamento del dispositivo di ritenuta. La barriera spartitraffico centrale consentirà di risolvere il problema diffuso, riscontrato sulle strade esistenti, dell’installazione dei dispositivi di ritenuta in presenza di spazi ridotti.


Com’è fatto


La barriera H4STDSM di Anas è concepita (anche) per evitare danni gravi ai motociclisti attraverso l’introduzione di un dispositivo salva motociclisti (DSM) che, in caso di urto, evita il contatto diretto sui paletti e sui bordi taglienti della lama. L’introduzione del Dispositivo salvamotociclisti (DSM) rende il comportamento delle barriere Anas assimilabile a quello tipico delle barriere strutturalmente continue, al contrario delle barriere esistenti a nastri e paletti non protetti.