L’idea, rivendicata dal Movimento 5 Stelle, è in stallo dal 2013

Cominciamo dalla teoria: sul Blog delle Stelle, magazine online dei grillini, pochi giorni fa è apparso un articolo dal titolo “Fermiamo la strage silenziosa dei guardrail killer”, a firma Michele Dell’Orco, sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti.


Cosa promette


Dell’Orco ha dichiarato che già nel 2013, all’inizio dell’esperienza del Movimento 5 Stelle in Parlamento, propose una risoluzione, poi approvata all’unanimità, contro i guardrail killer. Oggi, lo stesso Dell’Orco promette che questa risoluzione si trasformerà in una norma che punta a porre fine a una strage silenziosa: “Quella di tanti, troppi, motociclisti che muoiono sulle nostre strade per un guardrail che dovrebbe, invece proteggerli. Morti assurde, ancora di più se pensiamo che sono dovute a una mancanza nelle norme attuali: perché non c’è una legge che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti”. La promessa diverrà realtà?


Questione difficile


Il Governo si appresta invece a emanare un provvedimento, messo a punto l’ottobre scorso e attualmente in visione all’Unione europea, che obbligherà i gestori delle nostre strade a installare alla base dei guardrail i DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) nei tratti più pericolosi e con un’alta incidentalità accertata. L’Unione Europea ha tempo fino al 28 febbraio per fare le sue osservazioni. E dopo? In teoria, il decreto ministeriale potrà essere adottato e la norma sui guardrail salva-motociclisti sarà realtà.


Quale obiettivo


I nuovi futuri guardrail, se arriveranno, saranno sistemi che punteranno a mitigare gli effetti dell’urto di un motociclista che, dopo essere caduto, scivola verso la barriera stradale discontinua. Su tutte le curve circolari caratterizzate da un raggio minore di 250 metri nei casi di interventi di nuova costruzione, di adeguamento di tratti stradali esistenti che comportano varianti di tracciato o rinnovo delle barriere di sicurezza stradali su tratti significativi. Sarà obbligatoria l’installazione dei dispositivi salva motociclisti anche su quelle strade già esistenti in cui siano avvenuti negli ultimi tre anni almeno cinque incidenti con morti e/o feriti, con il coinvolgimento di moto o scooter.


Percorso lunghissimo e periglioso


Al di là dell’enfasi politica, il problema dei guardrail è duplice. Anzitutto la burocrazia: tutte le norme che riguardano la sicurezza stradale seguono un iter lunghissimo, estenuante, con decreti attuativi successivi. Il secondo problema è economico: sono i gestori delle strade a installare le barriere. Gli stessi gestori che trascurano l’asfalto perché non ci sono risorse, dove verranno trovati i finanziamenti per i guardrail se mancano i soldi per le buche? Attenzione: di guardrail salva-motociclisti si parla dal 2007. E quand’anche l’Unione Europea desse il via, e quand’anche l’Italia recepisse la norma in fretta, quale sarebbe la data di inizio della installazione delle nuove barriere? E quali sarebbero le multe a carico dei gestori che non si adeguano alla norma italiana, su sollecitazione europea? Se è per questo, gli stessi gestori in Italia non potrebbero far viaggiare i motociclisti su strade piene di crateri, poco illuminate, e con segnaletica fatiscente.