La Cassazione in difesa degli enti gestori delle strade coinvolte nei sinistri con animali randagi

Se un cane randagio causa un incidente, il Comune non è responsabile: non paga i danni al guidatore. Né le riparazioni del mezzo né le lesioni fisiche. Lo ha stabilito la Cassazione, con sentenza 31957/2018.


Il caso


Cinque anni fa, un motociclista esce di strada e riporta danni fisici dopo l’impatto con un cane randagio, parte di un branco, su una strada provinciale, a pochi km dal centro abitato. Chiede il risarcimento al Comune, che nega l’indennizzo: inizia la battaglia legale. In primo grado il Comune vince, il centauro ricorre e in secondo grado c’è il ribaltone: l’ente deve risarcire l’utente. Il Comune “non ha provato in maniera adeguata di avere adempiuto l'obbligo di repressione e prevenzione del randagismo” così si esprime il giudice in appello. Scatta la condanna a risarcire i danni subiti e a pagare le spese processuali, ma l’amministrazione va per Cassazione.


Esito


Secondo i giudici, l’attraversamento della strada da parte di un animale randagio è un evento prevedibile: il guidatore deve essere pronto a intervenire, frenando o cambiando traiettoria. Ci sarebbe stata colpa del Comune se questo non avesse fatto di tutto per prevenire l’evento. Pertanto, il consiglio è di valutare con la massima attenzione, assieme a un legale, se sia il caso di fare ricorso.