Il provvedimento di revisione dopo il ritiro può portare alla ripetizione degli esami

Il Consiglio di Stato, con sentenza 5682/2018, si occupa della revisione della patente. Che può scattare quando si commette un’infrazione grave. Ma questa misura è automatica? Sentiamo i giudici.


Com’è nata la questione


Il provvedimento di ritiro della patente e di revisione della stessa veniva adottato a seguito di un episodio di sinistro stradale in cui il ricorrente effettuava la manovra di sorpasso di un altro veicolo, che aveva segnalato di compiere analoga manovra. Risultato: collisione con lesioni per sé e per i passeggeri.


Quali i passi


L’istituto della revisione della patente non configura né costituisce sanzione amministrativa, sia pure accessoria, bensì rappresenta un provvedimento amministrativo non sanzionatorio. L’invito a revisione a seguito della commissione di un incidente stradale è atto generalmente che segue la sospensione o revoca della patente. Il presupposto che legittima la revisione della patente di guida risiede nell'insorgenza di dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici o della idoneità tecnica. Ci deve essere il dubbio che il patentato non sia in grado di guidare in sicurezza.


Deve dire perché


L’amministrazione ha l’obbligo di rendere una specifica e puntuale motivazione per rendere manifeste le ragioni su cui poggiano i dubbi sulla idoneità alla guida. Pertanto, la revisione della patente non è automatica: si vede caso per caso, con la spiegazione del perché. Per riportare il patentato sui banchi di scuola guida, la Motorizzazione deve dare una specifica e puntuale motivazione.