Un vecchio documentario su YouTube racconta la storia della Parigi-Dakar "africana"

Una volta la Dakar era un'altra cosa. Si partiva da Parigi (solitamente, ma in seguito anche Granada, Marsiglia, Barcellona e Lisbona) e poi si entrava nel cuore dell'Africa, con l'epilogo fissato sul “Lac Rose” di Dakar, in Senegal. In mezzo, tutto: sabbia, fango, guadi, guasti, cadute. Una gara massacrante per uomini e mezzi, in cui l'uomo e la sua capacità di navigazione, facevano davvero la differenza. In tanti, compreso l'inventore-organizzatore, Thierry Sabine, persero la vita.


Un video prezioso 


In questo video-documentario, che ripercorre la storia della Parigi-Dakar dal 1979 al 2007, si vede che cosa significava partecipare ad una corsa del genere. Con mezzi – le moto che hanno inventato le endurone di oggi, ma anche le auto e gli ipertrofici camion – affidabili e soprattutto robusti, capaci di resistere ad un tour de force estremo.


Mal d'Africa


Oggi, la Dakar 2018 (partita il 6 gennaio) si corre in America Latina. Ai bivacchi c'è il wi-fi, cibo, possibilità di doccia. Volendo, si può dormire (quasi) sempre in hotel. Non mancano le sfiancanti tappe Marathon, ma i ricordi dei piloti che arrivavano alla partenza della corsa con le camere d'aria al collo e le moto infarcite di ricambi, è lontana anni luce. E forse, per ragioni di sicurezza, è meglio così. Certo, però, che il Mal d'Africa...