Presentata nel 1975, ha creato una stirpe vincente, che vive ancora oggi

Cimentarsi nello sviluppo di una moto on-off, che sappia affrontare la terra come l'asfalto, partendo da esperienza zero, non è mai facile. Nemmeno se ti chiami Yamaha e sei, intorno alla metà degli Anni '70, già una potenza consolidata del motociclismo mondiale. L'idea? Prendere... spunto da chi, queste moto, già le faceva: BSA e Ducati, per cominciare. Fu così che nacque la Yamaha XT500.


Semplice e affidabile 


Non un caso, il nome: X sta per 4 tempi e T per Trail. Una moto che, proprio per la sua polivalenza, è stata l'inizio di una stirpe gloriosa, sopravvissuta in diverse declinazioni fino ai giorni nostri. Dal look semplice ma particolare, con quel parafangone anteriore e il piccolo serbatoio a goccia, la XT500 è arrivata sul mercato nel 1976. Uno spartiacque, tra il prima e il dopo. A muoverla, un monocilindrico da 499 cc raffreddato ad aria e capace di 30 CV, con lubrificazione a carter secco (l'olio si nascondeva nel trave superiore del telaio). Ma più che questi dati tecnici, il cambio a cinque marce, i circa 140 kg a secco, il doppio ammortizzatore posteriore e i quasi 150 km/h di punta, della XT500 si ricorda soprattutto una dote: l'affidabilità.


Poche vibrazioni, tanta gloria (in Africa e non solo)


Rispetto alle concorrenti dell'epoca, come la Ducati o le BSA Scrambler, la XT500 non soffriva di difficoltà di avviamento a caldo e non vibrava granché. Due pregi, questi, estremamente difficili da ottenere in un monocilindrico di quell'epoca. Questa fama porta la piccola Yamaha molto in alto, a livello sportivo: Cyril Neveu, nel 1979, sceglie proprio la Yamaha XT500 per partecipare alla prima edizione della massacrante Parigi-Dakar, inventata dall'estro di Thierry Sabine. Indovinate un po'? Vittoria. Che si ripeterà l'anno successivo, nel 1980. Sono anche questi successi ad alimentare le vendite: costruita fino al 1989, la Yamaha XT500 è stata prodotta in oltre 130.000 pezzi.


Differenze e continuità


Quella con le guance del serbatoio (in alluminio) cromate arriva nel 1980 e porta con sè anche la forcella a perno avanzato. Nel 1982 arriva la versione 550 a quattro valvole, doppio carburatore e sospensione cantilever dietro. Nel 1986 ecco l'impianto elettrico a 12V, poi, nel 1989, il pensionamento con la versione Anniversary. Naturalmente, l'albero genealogico della famiglia XT ha portato, nel corso degli anni, ben altri frutti: Ténéré e Super Ténéré. Vittoriose in diverse edizioni della Dakar. Ma questa è un'altra storia, ancora da scrivere. Con la nuova T7, per (ri)cominciare.