Lo dice il TAR Lombardia, in una sentenza contro il Comune di Milano

La fresca sentenza del TAR Lombardia 1267/17 riguarda il Comune di Milano, ma vale per qualsiasi Comune in Italia: parliamo di multe da autovelox. L’ente deve inviare il verbale a casa entro 90 giorni dall’infrazione, e non entro 90 giorni da quando il Vigile legge il fotogramma dell’autovelox. Un problema pesante, che è nato tre anni fa a Milano quando la città è stata invasa di telecamere: così numerose, e con così tante multe, da costringere la Polizia Municipale a super lavoro per stare dentro i tempi imposti dal Codice della Strada.


Una norma interpretata male


Il Comune di Milano ha interpretato male l’articolo 201 del Codice della Strada: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall’accertamento essere notificato all’effettivo trasgressore”. È proprio il caso degli autovelox, con multa a casa del proprietario della moto. Secondo Palazzo Marino, questi 90 giorni scattano da quando i Vigili osservano la foto. Secondo il TAR, partono invece dalla data dell’infrazione.


Due cambiamenti


Anzitutto, Milano come qualsiasi altro Comune deve indicare nel verbale che i termini della notifica decorrono dall’infrazione. Secondo: se non lo fa, o se continua a inviare multe tardive, il cittadino può fare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni (pagando 43 euro di tassa) e vincere basandosi anche sulla sentenza del TAR. In alternativa, c’è il ricorso al Prefetto, gratuito; ma il rischio (sempre da tenere in considerazione) è che in caso di ricorso respinto la multa raddoppi.