Se il proprietario del veicolo usa volontariamente una targa falsificata, è reato

Altro che verbalino da divieto di sosta regolamentato dal Codice della Strada, altro che multa da autovelox per eccesso di velocità. Quando parliamo di targa del veicolo falsificata e usata volontariamente, le cose cambiano. Sentiamo che cosa dice la Cassazione, con sentenza 7614 del 17 febbraio 2017.


Cosa è successo


Un uomo circola con il suo veicolo munito di targa contraffatta quando, durante un controllo di routine, due agenti hanno notato delle anomalie relative alla targa: non ha le caratteristiche di rifrangenza normali. In primo e secondo grado, il proprietario viene condannato a sei mesi di reclusione ai sensi dell’articolo 489 del Codice penale.


Ennesima sconfitta


L’uomo non si arrende e fa ricorso per Cassazione. Perché la manomissione sarebbe consistita nell’assenza della catarifrangenza e questa, di per sé, non renderebbe impossibile l'accertamento o controllo sul veicolo: tutto sommato, la serie alfanumerica corrispondeva ai dati di immatricolazione. Ma per la Cassazione, conta la volontà: questo è il discriminante. E la condanna penale è giusta.


Ricapitolando…


Nel caso in cui la circolazione con la targa falsa non sia volontaria, scatta una multa di 1.988 euro. Invece, chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice penale.