I fattori che hanno inciso nel 2012

Spiega la Figisc (sindacato gestori benzina) che, mediamente, nei primi 11 mesi del 2012 il prezzo della benzina è cresciuto di 24,4 cent/litro rispetto alla media dei primi 11 mesi del 2011. I fattori che hanno determinato la variazione del prezzo sono: l’aumento delle imposte in ragione di 17,3 cent/litro, l’aumento del prezzo internazionale del prodotto lavorato di 8,9 cent e la diminuzione del margine distributivo di 1,8 cent. Invece, il gasolio è salito di 27,3 cent/litro. A determinare la variazione del prezzo sono stati l’aumento delle imposte per 19,9 cent/litro, l’aumento del prezzo internazionale del prodotto lavorato per 7,4 cent e l’invarianza del margine distributivo. Il tutto Iva inclusa.

Quindi, l’aumento delle imposte di base porta la responsabilità dell’aumento del prezzo al consumo per una quota dal 71 al 73% a seconda dei prodotti; l’aumento delle quotazioni internazionali del prodotto lavorato pesano dal 27 al 29%; in nessun modo pesano i margini distributivi, che sono rimasti invariati o si sono addirittura decrementati.

La rete distributiva nazionale è il doppio o il triplo di quella di altri Paesi europei, con erogati che sono un terzo o un quarto di quelli dei medesimi Paesi. E ciò ha un costo, che pure è notevolmente inferiore al livello di servizio garantito al territorio, ma che è comunque causa di inefficienza e insostenibilità gestionale. Vedremo se e come il futuro Governo terrà conto di questi problemi: a pagare, come sempre, è chi ha un veicolo.