In gara con una 150cc. Peccato che all'ultima tappa...

Il suo nome è Luis Beláustegui, e quest’anno, per la seconda volta, ha deciso di partecipare alla Dakar 2012 (vinta da Cyril Despres) con una KTM 150. Il Professore non è nuovo a questo tipo di cose, visto che già l’anno passato decise di prendere parte alla gara, anche se non riuscì a completarla, perché ogni volta si fermava ad aiutare gli altri piloti in difficoltà.

Quest’anno ce l’aveva quasi fatta, ma purtroppo a 20 chilometri dall’arrivo della speciale Nazca-Pisco, è caduto, riportando una frattura al polso destro. La fine di un sogno, quello di affrontare una Dakar con una moto di piccola cilindrata. Anche suo fratello, Juan Manuel, è uno che casca spesso, per lui le scivolate e simili sono il pane quotidiano; in ogni stage è caduto tre o quattro volte. "Ma mai nell’acqua," – scherza, – "sempre sulla sabbia!".

I due fratelli hanno corso la gara insieme, come gli argentini Petronelli sui quad (Alejandro e Marcos, rispettivamente primo e secondo N.d.R.), cercando di fare del loro meglio. Juan Manuel ha trovato il fratello Luis infortunato al penultimo stage. "Gli ho dato un antidolorifico. Non poteva usare il polso, e allora mi ha detto '¡Vete!' (Vai!)". Nello stage marathon invece, era stato Luis ad aiutare il fratello, dopo una brutta botta, scortandolo fino al bivacco (Juan Manuel è caduto a 120 Km/h).

Juan Manuel Beláustegui ha terminato la gara, mentre il fratello è riuscito a chiudere sedici tappe in due anni. Staremo a vedere se l’anno prossimo ci riproverà. Di certo queste, sono prove di coraggio. Affrontare quasi 9.000 chilometri su un 150, in ogni condizione, e su qualunque fondo, è da veri eroi (o pazzi, a seconda di come la pensiate…). Storie da Dakar…

Fotogallery: Dakar 2012: Pre-stage e partenza