La Cassazione: se causi un sinistro mortale per evitare un cane, non commetti reato

Sentenza molto favorevole ai motociclisti, quella della Cassazione resa nota il 14 luglio 2011. Immagina di guidare su una Strada Statale e che d’improvviso, davanti a te, si materializzi un animale: per scansarlo, potresti essere costretto a fare una brusca manovra. Magari causando un incidente per aver invaso l’altra corsia, in cui i veicoli circolano in direzione opposta alla tua. Ipotizza che l’altro guidatore, in seguito al frontale o a un’uscita di strada, muoia. Stando alla Suprema Corte, in questo caso non commetti reato. A patto quella fosse proprio l’unica manovra possibile per non impattare contro l’animale.

Occhio: la Cassazione sostiene che non c’è reato neppure se andavi 20 km/h oltre il limite di velocità fissato su quella strada. Purché nesso causale fra condotta e incidente esista, ma manchi la colpa: l’elemento psicologico del reato.

Sentiamo i giudici: "In materia di incidenti stradali, l’accertata sussistenza di una condotta antigiuridica di uno degli utenti della strada con violazione di specifiche norme di legge o di precetti di comune prudenza non può di per sé far presumere l’esistenza della causalità tra il suo comportamento e l’evento dannoso, che occorre sempre provare e che si deve escludere quando sia dimostrato che l’incidente si sarebbe ugualmente verificato senza quella condotta o è stato, comunque, determinato esclusivamente da una causa diversa".

Tradotto, anche andando a velocità da Codice della Strada, quel sinistro si sarebbe verificato comunque, per via dell’animale: guidatore innocente.