Gli allarmi dell'Antitrust caduti nel vuoto

Era il maggio 2010, quando l’Antitrust ebbe a dire: dal 2009 al 2010 si sono "registrati aumenti medi delle tariffe Rca del 15%, con punte sino al 22% per i ciclomotori e di oltre il 30% per l’assicurazione dei motocicli". Insomma, due ruote nell’occhio del ciclone assicurativo. Cinquantini e moto colpiti in pieno dall’ondata di rincari Rca, dovuta essenzialmente all’indennizzo diretto: una procedura, introdotta nel febbraio 2007, che consente di essere risarciti dalla propria Assicurazione, anziché da quella del responsabile dell’incidente. Il tutto, in teoria, a vantaggio dell’abbassamento dei costi e della tariffe; ma il legislatore non aveva fatto i conti con le truffe e con il meccanismo dei forfait di liquidazione, che hanno fatto schizzare all’insù le Rca. A tale proposito, la stessa Antitrust mise sull’attenti: "Emerge pertanto l’utilità di un approfondimento, in ottica concorrenziale, delle cause di tale tendenza". A distanza di un anno, pare che di passi avanti ne siano stati fatti zero.

Al contrario, come emerso dal recente Convegno Nazionale Cna-Confartigianato, pare che le Assicurazioni e alcuni parlamentari spingano verso l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto. Procedura dichiarata facoltativa dalla Corte Costituzionale. OmniMoto.it esprime i propri dubbi in merito: siamo sicuri che insistere sull’indennizzo diretto porti a un ribasso delle tariffe Rca per ciclomotori e moto? Non sarebbe meglio eliminare, per legge, quella procedura e rivedere tutto il sistema di risarcimento? Secondo Stefano Mannacio (portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali), "l’indennizzo diretto era ed è un disastro e un inganno ampiamente annunciato e per i motociclisti ancor di più perché hanno visto, in caso di incidente, risarcimenti micragnosi a fronte di polizze con aumenti siderali. È ora di rottamare la procedura e ritornare al sano e vecchio principio di chi ‘rompe paga’".