Fuori cambiano poco, ma dentro...

La Suzuki si è presentata ad Intermot 2010 con molte novità per il 2011. La Casa di Hamamatsu continua a credere fortemente nel settore delle supersportive di media cilindrata e rilancia con le mitiche GSX-R in un momento in cui le avversarie di categoria non brillano molto per inventiva e novità.
Le nuove Suzuki GSX-R 600 e 750 si presentano per il 2011 con un’estetica che richiama da vicino i modelli precedenti, solamente affinati e resi più aggressivi e moderni. La tecnica nascosta sotto le carene, però, è stata rinnovata moltissimo e in tutti gli aspetti.

MOTORE: MENO ATTRITI, PIU’ EFFICIENZA
La meccanica ha visto un’opera di globale riprogettazione del motore, volta a migliorarne l’efficienza fluido-termodinamica per incrementare la potenza e, nel contempo, ridurre i consumi. Per i nuovi propulsori 600 e 750, infatti, viene dichiarata una riduzione dei consumi e delle emissioni che vale circa il 10%, ottenuta riducendo le perdite per attrito, abbassando il peso delle masse in moto alterno e rotatorio e riducendo il valore della pressione regnante all’interno del basamento mediante l’adozione di finestrature trapezoidali tra un cilindro e l’altro più grandi di prima.
Per ridurre le masse sono stati alleggeriti i pistoni, le bielle e l’albero motore; per migliorare il rendimento sono state ridisegnate le testate, riducendo l’angolo di inclinazione delle valvole (22° per il 600 e 22,5° per il 750), le quali hanno misure di 27,2 e 22 mm per il GSX-R 600 e 29 e 23 mm per il 750. Ricordiamo che le valvole di aspirazione sono in titanio su entrambe i motori. Per migliorare le prestazioni in pista, poi, sono stati rivisti i rapporti del cambio, per offrire maggior accelerazione in uscita dalle curve.
Per migliorare l’handling e per variare la posizione del baricentro del veicolo è stato ruotato il motore di 3° all’indietro all’interno del telaio.

CICLISTICA: COMPATTEZZA E RIDUZIONE DI PESO
Anche se a prima vista le forme del telaio delle nuove Suzuki GSX-R sono uguali ai modelli precedenti, la struttura ciclistica è stata riprogettata per ridurre il peso e migliorare ulteriormente le già notevoli doti dinamiche delle supersportive di Hamamatsu. Il telaio doppio trave è stato accorciato per ridurre l’interasse del veicolo di 15 mm avvicinando la ruota anteriore al motore (che, come detto, è ruotato all’indietro). La struttura è stata stretta nella zona del reggisella per consentire al pilota maggior libertà nei movimenti e riprogettata per ridurne il peso di ben 1.350 grammi.
Anche il forcellone è stato ridisegnato per alleggerirlo di ben 900 grammi, diminuendo il numero delle sue parti pressofuse in favore di quelle in lamiera scatolata e saldata. L’avantreno è tutto nuovo e vede comparire la forcella Showa BPF ereditata dalla sorella GSX-R 1000 del 2010. La novità più eclatante, però, è l’adozione di pinze freno progettate e sviluppate appositamente per la Suzuki dalla nostrana Brembo. Si tratta di una evoluzione delle monoblocco M4, realizzate però con attacco dall’interasse di 108 mm e con pistoni da 32 mm. Le pinze sono azionate da una pompa radiale da 17,46 mm e agiscono su dischi flottanti da 305 mm.
Tutte queste modifiche hanno portato notevoli giovamenti a livello di peso per le nuove supersportive di Hamamatsu: in particolare la GSX-R 750 è più leggera di 8 Kg rispetto a prima, con una massa di soli 190 kg, merntre la GSX-R 600 è addirittura di 9 Kg più leggera, per una massa totale di soli 187 kg.
Torneremo sicuramente sull’argomento, non appena le nuove Suzuki saranno disponibili per una prova approfondita.

Fotogallery: Suzuki ad Intermot 2010: conferenza stampa LIVE