Il nuovo acquisto Yamaha fa sensazione ai test di Kyalami

Un appassionato, per così dire, "casuale", potrebbe pensare che Yamaha sia rimasta in braghe di tela con la…migrazione verso altri lidi di entrambi i suoi piloti ufficiali avvenuta a fine stagione 2008. E sicuramente torto non avrebbe, visto che due piloti del calibro di Haga e Corser, per motivi diversi, non si sostituiscono in un attimo. Anche perché, con una moto tutta nuova e tanto rivoluzionaria come la R1 2009 da sviluppare, il lavoro da fare non è certo adatto a dei novellini.

UN TEAM PIU’ UFFICIALE CHE MAI…
Proprio per questo motivo la struttura che fa capo a Massimo "Maio" Meregalli è stata sensibilmente potenziata, con l’arrivo di diversi tecnici giapponesi che dimostrano inequivocabilmente l’impegno della casa madre. La sensazione è che, dopo aver perso per l’ennesima volta il mondiale, il 2008 come al solito per un soffio, stavolta vogliano proprio portare a casa l’unico iride che manca nella loro collezione. Già, perché Yamaha, pur essendoci andata vicinissima in diverse occasioni, prima con Fabrizio Pirovano e poi con Noriyuki Haga, è rimasta l’unica casa fra le partecipanti storiche del mondiale a non aver mai conquistato il titolo mondiale. Ed è molto facile immaginare come, ad Iwata, la cosa bruci moltissimo.

…ED UN PILOTA CHE ESORDIENTE PROPRIO NON E’
L’ingaggio di Ben Spies può essere sembrato a molti poco più che un ripiego. E’ vero, lo statunitense, dopo che Suzuki non ha confermato le voci che la volevano intenzionata a portarlo alla MotoGP per il 2009, non aveva sul tavolo proposte di primo piano, ma il suo valore è molto alto. A parte quello che potreste aver visto nelle tre gare disputate in MotoGP quest’anno, vale la pena di dare un’occhiata al suo background nelle gare riservate alle derivate di serie. Ben è quasi uno sconosciuto in Europa, ma negli USA ha già vinto tanto da fare invidia a piloti che corrono da quando lui non era ancora nato.

Spies, che per darvi un’idea è del 1984, corre da professionista fin dal 2000, dove ha corso con la Suzuki – in diversi team – con "un discreto" successo. Nel 2003, anno dal quale corre per il team ufficiale Yoshimura Suzuki, porta a casa il titolo della Formula Xtreme. Nel 2004 passa alla Supersport, andando a podio un paio di volte, per poi correre nella massima categoria dall’anno successivo.

Nel 2006 inizia a vincere e non si ferma più: inizia battendo il compagno di squadra Mladin, da poco diventato…il pilota di maggior successo nell’AMA Superbike. L’anno successivo si ripete, seppure solo di un punto, mentre porta a casa anche il titolo AMA della Supersport. Nel 2008 Spies fa tripletta, diventando il quarto pilota di tutti i tempi a conquistare tre titoli AMA consecutivi e andando a far compagnia a Reg Pridmore, Fred Merkel e Mat Mladin.
Quest’anno ha corso tre gare nella MotoGP: ha sostituito l’infortunato Capirossi a Donington, chiudendo quattordicesimo, e poi nelle due prove americane di Laguna Seca (ottavo) e Indianapolis (sesto, davanti ad entrambi i compagni di marca). Qualche voce sostiene che il mancato passaggio di Spies alla MotoGP sia, almeno in parte, dovuto al suo rifiuto di correre anche un secondo GP europeo (non è chiaro se al Sachsenring o ad Assen), sempre in sostituzione di Capirossi, anche se né in Suzuki né al team Rizla nessuno ha mai confermato o smentito.

IL FUTURO?
Difficile da predire. Indubbiamente, Ben ha fatto tre ottime gare nelle sue uscite in MotoGP e…si è presentato col botto a Portimao, dove ha girato a soli tre decimi dal più veloce della sessione Byrne e ha replicato a Kyalami, dove usando coperture da qualifica si è permesso di girare a soli due decimi da Fabrizio mettendosi dietro nientemeno che quel Noriyuki Haga che, fino all’anno prima, era il pilota titolare della sua Yamaha.

Meglio però frenare gli entusiasmi: i test invernali, come si suol dire, non assegnano punti mondiali e la Yamaha R1 non ha mai sofferto in velocità pura, quanto invece per consumo degli pneumatici e quindi tenuta sulla distanza di gara. Il nuovo motore a scoppi irregolari dovrebbe aver risolto questo problema, ma è allo stesso tempo tutto da sviluppare. Se siete tifosi della marca dei tre diapason potete stare tranquilli: fra lui e Sykes (di cui parleremo prossimamente) ci sarà da divertirsi, ma meglio evitare aspettative troppo elevate. Una cosa è sicura: quale che sia il piazzamento finale, la Superbike ha trovato un altro protagonista, garantito…

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