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pubblicato il 19 luglio 2018

Nuova Honda Monkey - TEST

La scimmia è tornata e... Si è appoggiata sulla nostra spalla

Nuova Honda Monkey - TEST
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Una motina nata da un giocattolo da luna park giapponese? Esiste, ed è proprio qui in gomma e lamiera davanti ai miei occhi. La nuova Honda Monkey ha appena iniziato una delle sue decine di vite (il primo modello si è visto nel 1963) ma cerca di toccare sempre i soliti tasti. Quelli giusti, aggiungerei: simpatia, allegria, spensieratezza. Un po' inaspettatamente, dentro questa piccola grande moto c'è tutto, anche se a dosi lillipuziane.

Com'è

La guardi, la nuova Monkey, e non puoi che sorridere. Tutto sembra in miniatura: il serbatoio – verniciato bicolore, da 5,6 litri – ma anche i cerchi da 12” che calzano pneumatici cicciotti (da 120/80 davanti e 130/80 dietro), con disegno vagamente fuoristradistico. Impossibile rimanere impassibili davanti ai parafanghini cromati, o allo scarico che corre alto sulla fiancata destra, in stile scrambler, oppure ancora al manubrio alto. L'unico componente che soffre di gigantismo è la sella, ben imbottita, con l'iconica scritta Honda stampata sulla parte posteriore. Ma ci sono anche luci a LED che strizzano l'occhio al passato, nonché specchi tondi e cromati e due mollone come sospensione posteriore. Il motore è un altro pezzo di storia: monocilindrico 4 tempi da 124,9 cc, raffreddato ad aria, è capace di 9,4 CV a 7.000 giri, con una coppia di ben 11 Nm a 5.250 giri. Numeri che suscitano simpatia, anche in virtù di un dato di consumo medio WMTC dichiarato che recita ben 67 km/l, per un'autonomia potenziale di ben oltre 370 km. Davanti c'è una forcella a steli rovesciati mentre l'impianto frenante offre l'ABS ad un canale, che coopera con la piattaforma inerziale IMU per evitare ribaltamenti: davanti c'è un disco da 220 mm, dietro da 190 mm. Il tutto, per soli 107 kg in ordine di marcia. Che dire ancora? E' finalmente arrivato il momento di provarla.

Come va

In realtà, più che di una prova si è trattato di un breve giro conoscitivo di una mezz'ora, in cui la nuova Honda Monkey si è dimostrata perfettamente all'altezza del nuovo millennio. La sella, a 775 mm da terra, è perfetta per tutti – così come i soli 107 kg in ordine di marcia – mentre il manubrio è alla giusta altezza, con le ginocchia che assumono un angolo naturale. Quando si dà contatto, sul quadro strumenti digitale appaiono due occhioni a salutare, mentre il motore con cilindro praticamente orizzontale sbuffa allegramente. Il cambio ha solo quattro marce ma, nella piena tradizione Honda, si manovra bene. Di leve regolabili non se ne parla, ma non ne farei un problema: l'esperienza di guida con il Monkey regala ben altro. Prima di tutto, gli sguardi degli astanti puntati addosso. E poi una capacità di toglierti di dosso i problemi che nemmeno la 50 Special di Cremonini. Merito delle sospensioni morbide, del comportamento inoffensivo e bonaccione, della capacità di salire su marciapiedi o superare dossi con la stessa (o quasi) nonchalance di un'endurona. Più guidi brillante e più lei perde il suo pacifico equilibrio, fatto di azioni dolci e movimenti calibrati. Ma in fondo non te lo fa pesare, se non con qualche lieve sbacchettamento. L'unico difetto? Non poter condividere con una lei tutto questo, perché la Monkey è omologata solo per il pilota. Anche se – chi ha orecchie per intendere intenda – la sella può ospitare senza troppi contorsionismi anche un eventuale secondo. Una volta parcheggiata, s'inserisce automaticamente l'antifurto con allarme (di serie). Così il vostro piccolo sogno a due ruote rimane (un po' più) al sicuro.

Quanto costa

Per mettersi in garage la Honda Monkey 125 ci vogliono 4.090 euro. Dei due colori disponibili, bianco rosso e bianco giallo (Banana Yellow) sceglierei tutta la vita quest'ultimo. Se non ti fai notare con lei...

Abbigliamento utilizzato

Casco: Nolan N21 Visor
Giacca: Dainese Air-Flux
Jeans: Dainese
Scarpe: Stylmartin

Autore: Andrea Rapelli

Tag: Test , prove


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