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pubblicato il 29 giugno 2018

Benelli TRK 502 X - TEST [VIDEO]

La "cura X" ha fatto bene all'endurina di Pesaro, che ora affronta a testa alta anche gli sterrati

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Piccolo è meglio? In certi casi sì: Benelli sfrutta il momento di gloria delle endurine con la nuova TRK 502 X, che strizza l'occhio a chi ama l'avventura... a portata di mano. Puntando su appeal da grande e costi ridotti all'osso.

Com'è

Derivata dalla TRK 502, la Benelli TRK 502 X continua a mostrare un look da dura, in proporzioni da endurona vera. Poggiata sul cavalletto laterale - issarla sul centrale non è cosa da tutti i fisici - sembra una moto molto più grande dei suoi 500 cc. Il serbatoio (da 20 litri) è imponente, così come la parte anteriore, con l'immancabile becco, il doppio faro sfuggente e il parabrezza generoso. Compaiono anche i paramani, che donano all'insieme un aspetto decisamente più "adventure", così come le estese protezioni paramotore. Anche lo scarico, per l'occasione, corre più in alto, vicino al codone. Ma la X cambia soprattutto nella ciclistica. La ruota anteriore passa dai 17 pollici della TRK "liscia" ai 19 della X, che monta anche scenografici cerchi a raggi con pneumatici Metzeler Tourance, in misura 110/80 davanti e 150/70 dietro. Il cuore è lo stesso della TRK, il solito bicilindrico in linea raffreddato a liquido da 500 cc, capace di 47,6 CV a 8.500 giri e 46 Nm a quota 6.000 giri. In regola con la normativa Euro 4, è accoppiato ad un cambio a 6 marce che fa leva su una corona con due denti in meno, per un'accelerazione più pronta. Nessuna modifica nemmeno nel telaio, tranne nella parte posteriore, per ospitare lo scarico rialzato. Riviste anche le sospensioni e non solo nella taratura, più votata - dicono in Benelli - ai terreni difficili: la forcella ha steli rovesciati da 50 mm di diametro mentre il mono è regolabile in compressione, estensione e precarico. Per accedervi, basta svitare una brugola e togliere un piccolo coperchio di plastica (la chiave è nella trousse attrezzi). Il tutto, per un’altezza da terra pari a 220 mm. L'escursione, in realtà, non è così elevata: solo 145 mm davanti e 50 mm dietro. Ci si può consolare, almeno sulla scheda tecnica, con i freni. La TRK 502 X monta due dischi da 320 mm di diametro davanti con pinze flottanti a doppio pistoncino e un disco singolo da 260 mm dietro. Il tutto per 240 kg in ordine di marcia, 5 in più rispetto alla TRK 502. Basica, infine, la dotazione di sicurezza, con il solo ABS di serie.
 

Come va

Prima di salire in sella, mi faccio un giro intorno alla Benelli TRK 502 X. Una moto che va giudicata partendo dal (ottimo) prezzo: 5.990 euro, almeno in una prima fase di lancio (non quantificata in termini di tempo). Se in Benelli ci hanno assicurato che i cavi delle frecce posteriori e le relative fascette sul portapacchi spariranno alla vista sugli esemplari di produzione, rimangono comunque gommini delle pedane in gomma molto sottile, plastiche piuttosto croccanti e finiture che badano soprattutto alla robustezza. Ad ogni modo, il colpo d'occhio è notevole. In sella, nonostante l'altezza della seduta sia a 850 mm da terra (ne esiste una optional a 825 mm) io che sono alto 1,80 m tocco bene. Trovo solo il manubrio, leggermente a corna di bue, un po' stretto per i miei gusti. Basico nelle informazioni ma ben leggibile il quadro strumenti, con contagiri in bella evidenza e ampio display a cristalli liquidi. Il bicilindrico frulla con una timbrica interessante, con qualche piccola vibrazione al minimo. Prima dentro - bello il cambio, degno di moto di categoria superiore - e si parte per un loop di 80 km sulle colline fra Romagna e Marche, con un paio di tratti in fuoristrada. Ci si mette poco ad accorgersi che, con la ruota da 19", la TRK 502 X è più bilanciata e meno nervosa della normale, è svelta a scendere in piega ma, nello stesso tempo, più stabile. E ha perso tanto di quell'"effetto raddrizzamento" se entri con i freni tirati in curva: si possono tenere ritmi brillanti senza particolari difficoltà. Supportati da sospensioni che copiano piuttosto bene, ma sono comunque tarate sul morbido. Anche per questo, se si comincia a spremere la manopola del gas senza ritegno, la TRK 502 X perde un bel po' della sua compostezza e consiglia - come è logico - di rientrare nei ranghi. Per frenare forte va stritolata la leva, e l'ABS è piuttosto apprensivo. In ogni caso, sarà la sella morbida, la buona protezione aerodinamica e la piacevolezza generale di guida, almeno finché non si cerca la prestazione pura, fatto sta che la "cura X" ha fatto proprio bene alla TRK. Il bicilindrico ha guadagnato una bella nota di scarico, grazie al giro alto della marmitta, ma mantiene la sua caratteristica pigrizia sotto i 5.000 giri. Superato questo regime, le cose vanno meglio e il motorino allunga volentieri fino alla zona rossa, a circa 9.000 giri. Anche se, va detto, dai 6.000 in su cominciano a comparire anche un po' di vibrazioni su sella, pedane e manubrio. Nel fuoristrada c'è qualche limite in più: la conformazione del serbatoio non permette di stringerlo bene con le ginocchia mentre si vorrebbe un'escursione delle sospensioni - soprattutto del mono - maggiore. Nonostante questo, la trazione è buona e la potenza ridotta non mette mai in difficoltà chi è alle prime armi. Apprezzabile, poi, il fatto di poter disattivare l'ABS sulla ruota posteriore, attraverso un comodo tasto sul manubrio. Una vera manna in caso di caduta le barre paramotore, che però sono molto sporgenti: nei passaggi più stretti può capitare di incocciare in arbusti o simili. Anche se non è lei la moto per andarsi ad infilare in pasticci degni dell'Erzberg Rodeo.

Quanto costa

Il prezzo lo sapete già: per 5.990 euro vi portate a casa la Benelli TRK 502 X in nero, rosso o bianco. Ciò significa che la X si pone in diretta concorrenza con piccole come BMW G 310 GS, Kawasaki Versys-X 300, Royal Enfield Himalayan e Suzuki V-Strom 250. Ma anche, perché no, ad una 500 affermata come la Honda CB 500 X, che, però, costa 750 euro in più. In arrivo anche una serie di optional quali parabrezza alto, fendinebbia e tris di borse by Givi, oltre alla sella più bassa. Non è stato possibile rilevare il consumo medio, perché il quadro strumenti non mostra il dato.

Abbigliamento utilizzato

Casco: LS2 Vortex
Giacca: Held Aerosec GTX
Jeans: Dainese
Stivali: Stylmartin Shiver

Autore: Andrea Rapelli

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