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In Umbria con Yamaha Fazer 8 ABS

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Castelluccio di Norcia e Cascata delle Marmore

Natura, montagna, lago e cascate nel verde 

13 Maggio 2011

125 km 9 h

La sveglia suona molto presto, ed è l’unico rumore di tutta la vallata. Iniziamo con una bella colazione preparata dal signor Rodolfo Bertoni de La Valle delle Aquile. Scambiamo due chiacchiere con lui e fuori iniziamo a sentire le prime moto che passano, a breve ci saremo anche noi! I saluti di rito, un presente offerto dal proprietario (un sacchettino di lenticchie locali) e ci dirigiamo al lato opposto di Castelluccio di Norcia. Già da qui sopra possiamo ammirare la piana.

E’ qui che centinaia di migliaia di persone si recano ogni anno tra la fine di maggio e i primi di luglio per ammirare un evento particolarmente importante: la fioritura. I fiori sono i protagonisti, che tingono di diverse colorazioni il Pian Grande e il Pian Perduto. Motociclisti, appassionati di fotografia, trekking, mountain bike, bird-watching e naturalisti, oppure semplici persone in cerca di relax, troveranno qui un vero e proprio paradiso terrestre.

L’altopiano di Castelluccio di Norcia tra l'altro, è sicuramente catalogabile come uno delle mete più affascinanti del Bel Paese. In questo parco sono presenti lupi, aquile reali, falchi pellegrini, numerose specie endemiche e soprattutto i cavalli selvaggi che al nostro passare muovono la criniera.
Singolare una vera e propria figura dell'Italia, una sorta di "piantina" creata con degli alberi, e che trova spazio su uno dei lati della montagna nella piana.
Ci spiace veramente dover lasciare questo posto incantevole, ma ci promettiamo di ritornarci al più presto, magari proprio in occasione della fioritura.

Lasciamo l’altopiano scendendo verso valle, dove ammiriamo un panorama semplicemente fantastico, godendoci la strada tra tornanti e curve ampie, felicità di ogni moto turista. In questo la nostra compagna, la Yamaha Fazer 8 ABS, ci asseconda, tanto che l’arrivo a valle è sin troppo rapido. Altrettanto  veloce è poi il cambio di temperatura: la differenza è tangibile, e vista la giornata calda verrebbe quasi voglia  di ritornare in alto, al piacevole fresco.

Imbocchiamo la statale 685, prossima tappa, Norcia, dove giungiamo a metà mattinata, la città natale di San Benedetto, Patrono d’Europa. Parcheggiata la moto ci rechiamo nel centro storico, dove ammiriamo i piccoli negozi che vendono prodotti locali, ma soprattutto arriviamo a Piazza San Benedetto, centro del piccolo comune umbro. Qui è concentrato il tutto, con la statua del santo, la splendida Basilica, lo storico palazzo comunale e il museo de La Castellina.
Quest'ultimo è una residenza fortificata sede dei governatori apostolici che fu edificata per volontà del Pontefice Giulio III per garantire allo Stato della Chiesa un maggiore controllo sul Comune della città stessa (all'epoca vigeva un governo di  tipo repubblicano).
Troviamo lo spazio per stivare nel bauletto qualche salume tipico da consumare nei prossimi giorni e ripartiamo.

Percorriamo la SS685 fino a Serravalle, dove imbocchiamo la Regionale 320, una strada ricca di curve e con un asfalto perfetto. Intorno a noi, solo il verde della vegetazione. Da sotto il casco entrano profumi che giungono alle nostre narici mandandoci in estasi: l’essenza delle conifere che va a mischiarsi con quello dei barbecue dei ristoranti che cucinano cinghiale, capriolo e qualsiasi altro tipo di buona selvaggina vi possa venire in mente. La tentazione di fermarsi e mettere le gambe sotto al tavolo è tanta, ma proseguiamo, passando per Cascia, fino a prendere la SR471 fino a Leonessa, un tripudio di curve e controcurve dove mettiamo alla prova la ciclistica della nostra moto.

Da qui proseguiamo per la SS521, con un’indigestione di curve che continuerà fino all’arrivo della nostra prossima meta, l’incantevole Lago di Piediluco, uno specchio d’acqua che si caratterizza per le basse casette una addossata all’altra, oltre che per ovviamente la ricchezza della flora e delle fauna. Un ramo del lago sconfina nel Lazio, ed il lago è considerato il più grande bacino lacustre naturale della regione dopo il Lago Trasimeno.

E’ ora di pranzo, e non c’è miglior posto dove mangiare, e allo stesso tempo godere della vista dall’alto grazie ad una mastodontica terrazza, dell’Hotel del Lago. Qui apprezziamo le specialità locali, prevalentemente a base di pesce lacustre, e ci rilassiamo grazie alla tranquillità e alla raffinatezza del posto. Un’ultima occhiata alla splendida vista, e rimontiamo in sella per percorrere quei pochi chilometri che ci separano dalla nostra ultima meta: la Cascata delle Marmore. La strada che ci porta lì è la SR79, un nastro asfaltato di tornanti che sulla sinistra offre il costone grigio della montagna, e sulla destra la vallata dove sfociano le acque della cascata. Si attraversa il piccolo borgo di Papigno, e finalmente si arriva al cospetto di una delle cascate più alte d’Europa. 165 metri il dislivello, con ben tre salti totali.
Affollatissima di turisti, la Cascata delle Marmore è uno degli spettacoli naturali più belli del nostro paese. Le goccioline d’acqua creano un arcobaleno senza eguali, e che vanno a formare una cornice perfetta ai nostri occhi. L’acqua si polverizza in minuscole gocce che si adagiano sulla Yamaha Fazer 8 e sui nostri indumenti, rinfrescandoci dal caldo sole di questa giornata che purtroppo volge al termine.

Abbiamo ancora il casco in testa, e dentro, una raccolta di ricordi, formati da paesaggi unici con panorami mozzafiato, curve che sogneremo ogni notte…
Le goccioline d’acqua vaporizzata si poggiano anche sulla nostra visiera, offuscandoci la vista. Vorremmo tanto che il nostro viaggio fosse come una di queste  gocce, continua, ciclica, per poi essere così fortunati da posarci su una motocicletta ed andare a spasso con questa, sicuri che il proprietario ci porterà ogni volta in una meta diversa.

GARMIN DAINESE SHARK HELMETS GIVI