Scegli il Viaggio:

All’Isola d’Elba con Yamaha TMax

Vai alla tappa :

Il monte Perone e l'anello orientale

 

15 Maggio 2011

112 km 11 h

Un sole meraviglioso ci attende sulla spiaggia di Biodola a pochi passi dall'albergo. Solo un frizzante maestrale e la primavera appena iniziata ci trattengono dal fare un tuffo, perché l'acqua è davvero invitante e la spiaggia deserta che luccica sotto il sole del mattino è un richiamo irresistibile.
Saltiamo in sella al nostro TMax, per la seconda tappa di viaggio sull'Isola d'Elba e ripercorriamo la S.P. 24 alla volta di Procchio. Arrivati lì prendiamo a sinistra ripercorrendo la strada della sera precedente in direzione di Marina di Campo. Non appena siamo in vista del piccolo aeroporto dell'Elba, prendiamo a destra seguendo il cartello per S. Ilario.
Il piccolissimo paese si trova alle pendici del Monte Perone ed ha le sembianze di un paesello dove il tempo si è fermato a molte decine di anni addietro. Viuzze strettissime lastricate in granito e una piccola chiesa del dodicesimo secolo sono il cuore di questo coloratissimo paese, dove tutte le case sono decorate con fiori.
Lasciato Sant'Ilario la strada inizia a salire e lasciamo la via principale per prendere a destra la via Monte Perone.
Quest'ultima ha le sembianze di una stradina di campagna molto stretta, quindi ci raccomandiamo di prestare attenzione alle auto che giungono in senso opposto, ma anche ai ciclisti e podisti che coraggiosamente sfidano la ripida salita al Monte Perone.
Ci arrampichiamo lungo la salita e facciamo una prima sosta in prossimità della Torre di San Giovanni, risalente al periodo di dominazione pisana. E' un massiccio torrione a base quadrata che svetta sulla baia di Marina di Campo con una vista paradisiaca. La torre è costruita su un enorme sperone di roccia ed è stata edificata sui resti di una precedente torre di epoca romana.
Poche centinaia di metri più avanti, sulla sinistra, ci si imbatte nella Pieve di San Giovanni, chiesa a una navata del dodicesimo secolo con abside semicircolare e piccolo campanile a vela sulla facciata. Della chiesa rimane solamente il perimetro esterno, seminascosto nella vegetazione, a dare un colpo d'occhio comunque suggestivo.
Seguiamo la strada fino alla sommità del Monte Perone, che si eleva a 630 metri sul livello del mare, non senza fare una sosta ad una fontanella di acqua sorgiva incontrata durante la salita. Dal parcheggio in cima al passo è possibile raggiungere in pochi minuti di passeggiata il punto più elevato dal quale si può godere di una vista favolosa sull'Isola e sull'adiacente Monte Capanne che supera i 1000 metri di quota.

Ripercorriamo la strada a ritroso fino a valle e da lì proseguiamo verso destra in direzione San Piero in Campo fino a incontrare nuovamente la S.P. 25. Da lì ci dirigiamo a Marina di Campo in cerca di un ristorante dove far valere la buona fama dei motociclisti.
La località è una delle più conosciute e vivaci dell'Isola e in essa il turismo è molto sviluppato. Marina di Campo è piena di negozi, ristoranti e bar alla moda dove prendere l'aperitivo e, alla sera specie d'estate, c'è solo l'imbarazzo della scelta per trovare il locale giusto per immergersi nella mondanità.
La parte più antica del paese è quella vicina al porto, nei pressi del Borgo delle scalinate, che conserva ancora oggi le sembianze di un paese di pescatori.
Dopo pranzo riprendiamo il nostro tour dell'Elba imboccando sulla destra la S.P. 30, che mena a Lacona. Il tracciato si dipana inizialmente nell'interno con saliscendi molto belli per poi spostarsi sulla costa a picco sul mare da dove è possibile godere di una vista mozzafiato. Il primo abitato che incontriamo è Lacona, paese di costruzione più recente rispetto alla maggior parte dell'isola, affacciato su una bella spiaggia. In questa zone dell'Isola si concentrano la maggior parte dei campeggi, di conseguenza, se cercate una struttura del genere fate rotta verso Lacona.
Superiamo l'abitato e raggiungiamo l'intersezione con la strada provinciale S.P. 26 Portoferraio – Porto Azzurro, che imbocchiamo verso destra. Dopo tre chilometri prendiamo ancora a destra in direzione di Capoliveri, che raggiungiamo dopo una piacevole salita ricca di curve.
Il paese si trova in cima a una collina da cui si gode di un panorama ricchissimo, che abbraccia l'Elba, Pianosa, l'Isola di Montecristo e la costa Toscana. Capoliveri è stato in passato un borgo di cavatori, che lavoravano nelle vicine miniere del Vallone e del Ginevro. A Capoliveri vi consigliamo sicuramente di visitare il centro storico con la piazza, sempre affollata anche alla sera e di valutare una sosta un po' più lunga per fare un'escursione alle miniere.
L'attività estrattiva, infatti, è stata chiusa nel 1981, e le gallerie sono ancora visitabili, previa prenotazione, con delle escursioni che permettono di ripercorrere l'evoluzione delle tecnologie estrattive, tra gli attrezzi dei minatori, le vecchie stazioni minerarie, ed incredibili voragini.
La nostra visita a Capoliveri prosegue con una breve deviazione in direzione di Straccoligno, per raggiungere il Faro di Forte Focardo, di proprietà della Marina Militare. Il colpo d'occhio è assolutamente stupendo anche alla distanza di rispetto imposta dalle regole militari.
Dal forte risaliamo a Capoliveri e ripercorriamo a ritroso la provinciale per girare a destra in direzione di Porto Azzurro. Raggiunta la piccola località si apprezza il caratteristico porticciolo con il paese retrostante. Merita sicuramente una visita (dall'esterno) la fortezza spagnola di Forte Longone (detto anche Forte San Giacomo), eretto nel 1602 da Filippo III di Spagna. Il forte è stato convertito a penitenziario nel 1890, rinomato fino agli anni sessanta per essere uno dei carceri più duro d'Italia. La situazione oggi è notevolmente migliorata, anche in seguito alla rivolta del 1987 durante la quale sei carcerati tentarono l'evasione prendendo in ostaggio 30 persone, e allo stato attuale ospita poco più di 300 reclusi.
Lasciato Porto Azzurro proseguiamo il periplo dell'anello orientale facendo rotta verso Rio Marina. 
 Anche qui troviamo i resti dell'archeologia industriale legata al mondo minerario. In paese è stato allestito il Museo dei Minerali e dell'Arte Mineraria, aperto da aprile a ottobre, dove è possibile visitare una ampia collezione di minerali. Su prenotazione è possibile fare delle visite guidate alle miniere a cielo aperto della zona, sia a piedi con degli interessanti trekking, sia utilizzando un caratteristico trenino. Dispiace però che visitando Rio Marina, ci si imbatta nei resti del villaggio minerario, degli impianti di trasporto e del pontile di carico, che versano semidistrutti in stato di totale abbandono.
Approfittiamo per una passeggiata nelle vie attorno al porto di Rio Marina per una visita fuori programma. Qui si trova, infatti, il birrificio artigianale "Birra dell'Elba", nato dall'iniziativa di due giovani di Rio nell'Elba, e che a Rio Marina ha il suo punto distributivo in un caratteristico pub vicino al porto.
La S.P. 26 continua il suo percorso verso nord fino a raggiungere il comune di Cavo, il paese più settentrionale dell'Isola, dove troviamo una bella spiaggia di sabbia e ghiaia che guarda verso Piombino. Nei dintorni di Cavo, vale la pena fare una passeggiata a piedi di mezz'ora e raggiungere il Mausoleo Tonietti, costruito dall'architetto Adolfo Coppedè (fratello del più noto Gino, costruttore del celebre quartiere di Roma) nel 1904.
Il nostro itinerario procede concludendo il giro dell'anello orientale, la strada continua a salire e scendere sulle alture del Monte Lentisco, per passare nuovamente a Rio nell'Elba. Da lì prendiamo la S.P. 32 che in poco più di 10 km ci riconduce a Portoferraio, dove ci attende il traghetto.
Lasciamo l'isola con un bagaglio di paesaggi negli occhi sinceramente incredibile, con la promessa di tornare presto, magari per fermarci qualche giorno in più...

GARMIN DAINESE SHARK HELMETS GIVI