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All’Isola d’Elba con Yamaha TMax

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La costa nord e l’anello occidentale

 

14 Maggio 2011

65,3 km 4 h

Il nostro viaggio inizia nel primo pomeriggio, appena sbarcati a Portoferraio dopo un rapido trasferimento dalla Capitale, lungo la Via Aurelia.
Portoferraio ci attende con il suo porto operoso, da cui un tempo partivano le navi cariche di ferro. La cittadina è circondata da una bellissima cinta muraria che ne cinge il centro storico e da tre fortificazioni: Forte Stella, Forte Falcone, e la Linguella. Le mura e i forti sono tutt'ora visitabili e meritano sicuramente una sosta.
Portoferraio deve il suo nome attuale al periodo di governo Napoleonico. Negli anni 1814/1815, infatti, l'Imperatore alloggiò sull'Isola durante il suo primo esilio, e la valorizzò incentivando l'attività mineraria nelle aree di Rio Marina e Capoliveri, da dove il minerale di ferro giungeva a Portoferraio per lì imbarcarsi verso il continente.
Napoleone prese alloggio nel capoluogo, occupando due residenze: la Palazzina dei Mulini in posizione dominante il paese, accanto al Forte stella, era la sua dimora pubblica, mentre per la vita privata l'Imperatore si ritirava presso Villa San Martino, a pochi chilometri da Portoferraio.
E' proprio lì che ci dirigiamo per la nostra seconda tappa all'Elba, uscendo dal Paese e seguendo la S.P. 24 in direzione Procchio. Dopo pochi minuti incontriamo un bivio sulla sinistra che porta alla Villa San Martino.
Al termine della strada si apre un ciottolato in salita che porta alla Villa. Nel fabbricato principale al piano terra è esposta un'ampia rassegna di oggetti e stampe del periodo in cui Napoleone soggiornò sull'isola. Attraverso una ripida scala si sale alla terrazza sovrastante da cui si gode di una magnifica vista su Portoferraio e da qui si sale negli alloggi napoleonici, dove è possibile visitare le stanze dove viveva l'Imperatore in esilio.
Terminata la visita torniamo in sella al nostro TMax e ripercorriamo la strada a ritroso fino al bivio con la S.P. 24 che imbocchiamo verso sinistra in direzione Procchio/Marciana. La strada inizia subito a salire facendoci capire che sull'Elba di tratti pianeggianti non ce ne sono, ma solamente saliscendi ricchi di curve.
Sfortunatamente dobbiamo riscontrare il cattivo stato di manutenzione del manto stradale: in questo primo tratto di percorso l'asfalto è pieno di buche e rattoppi, ma anche dove è uniforme l'aderenza è un po' scarsa poiché la copertura è davvero molto usurata.
Poco male, i paesaggi sono talmente belli che vale la pena moderare l'andatura e godere della fantastica vista sul mare. Incontriamo l'abitato di Procchio, rinomata meta turistica estiva, caratterizzata da una bella spiaggia sabbiosa e da quella adiacente di Campo all'Aia. 
La strada continua a salire e scendere di continuo fino a raggiungere l'abitato di Marciana Marina, che merita sicuramente una sosta per una passeggiata sul lungomare, fino a raggiungere la Torre del Porto la cui costruzione risale al XVI secolo.
Da lì proseguiamo per la S.P. 25 in direzione di Marciana alta. La strada si fa via via più tortuosa e dopo una serie di bei tornanti si incontra, in località Campo al Castagno, la partenza della cabinovia che porta i turisti fino alla cima del Monte Capanne. La funivia è aperta da Pasqua ad Ottobre, quindi purtroppo non riusciamo a salire fino ai 1019 m della cima dell'isola per godere della magnifica vista circostante.
Marciana alta è uno dei paesi più antichi dell'Elba e conserva intatta la sua struttura medievale, fatta di stradine strette e gradinate. Lasciamo il TMax all'ingresso del paese e proseguiamo a piedi per visitare il Museo Archeologico che reca testimonianze della vita preistorica all'Elba, il palazzo degli Appiani, che furono principi sull'Isola e che fondarono una zecca proprio a Marciana, tutt'ora visitabile. Sulle pendici del Monte Capanne, ai confini dell'abitato sorge la Fortezza Pisana, che risale al periodo delle Repubbliche Marinare, merita sicuramente un piccolo sforzo per essere raggiunta.
Abbandoniamo Marciana mentre il sole si avvia al tramonto, proprio mentre affrontiamo il tratto di strada che guarda a occidente. Qui l'asfalto si fa via via migliore, poiché la strada passa in cima a spettacolari scogliere a strapiombo sul mare e di conseguenza questo tratto è meno battuto da chi va in cerca di spiagge.
Scendiamo lentamente verso i paesini della costa sud e il primo che incontriamo è l'abitato di Chiessi con la sua spiaggetta scogliosa per arrivare poche centinaia di metri dopo, a Pomonte.
Il borgo, molto piccolo, si affaccia su una insenatura di scogli davvero romantica con un piccolissimo approdo. Lì, a sorpresa, troverete una scultura di Giò Pomodoro, un "sedile per due" realizzato scavando un monolite di granito isolano, che sembra essere un perfetto invito a sedersi in attesa che il sole si getti in mare all'orizzonte.
La nostra passeggiata per Pomonte prosegue verso oriente dove un caratteristico ponticello in legno e acciaio porta alla spiaggetta ciottolata da cui è possibile partire per escursioni subacquee tra cui quella al celebre Relitto di Pomonte. Nel 1972, infatti, la nave Elviscot affondò per una mareggiata e si trova a soli 12 metri di profondità, raggiungibile a nuoto dalla spiaggia, puntando in direzione dello scoglio dell'Ogliera.
Risaliamo in sella al nostro fido TMax e dopo pochi chilometri raggiungiamo l'abitato di Fetovaia, che si apre su una delle spiagge più famose dell'isola. Il paese è infatti incastonato in una insenatura stretta su cui si apre una splendida spiaggia di sabbia granitica. La strada prosegue verso gli abitati di Seccheto e Cavoli, quest'ultimo affacciato sulla famosissima spiaggia omonima. Qui l'acqua è limpidissima e la spiaggia è costituita da sabbia granitica a grana grossa; in spiaggia è possibile affittare un pedalò e in pochi minuti raggiungere la Grotta Azzurra, che merita sicuramente una visita ed è raggiungibile solo via mare.
Lasciamo Cavoli quando il sole sta ormai tramontando; la strada prosegue nell'interno e in pochi minuti raggiungiamo Campo nell'Elba. Già sappiamo che l'indomani torneremo a visitare il paese, quindi proseguiamo il nostro tour riprendendo la S.P.25 in direzione dell'Aeroporto, e da lì dirigiamo il TMax verso Procchio. Il nostro tour della Strada Provinciale 25 è terminato e riprendiamo la S.P.24 in direzione Portoferraio. Percorriamo la provinciale per circa 5 km fino a incontrare la deviazione per località Biodola, una delle spiagge più belle della costa settentrionale, dove alloggeremo per la notte.

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