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Yamaha TMAX 530 2012 - TEST

In sella al nuovo TMax: più motore, meno peso, stesso fascino

pubblicato il 13 dicembre 2011   
di Lorenzo Gargiulo    
 
 
Yamaha TMAX 530 2012 - TEST
 
Il 2012 della Yamaha sarà un anno che vedrà sicuro protagonista del mercato il nuovo TMax, che il grande pubblico ha potuto guardare da vicino a EICMA. Approfittando della presenza in Italia di un primo lotto di veicoli, destinati alle prove in anteprima, siamo corsi a Milano per testare il nuovo 530 di Iwata. La giornata invernale, sfortunatamente, non è stata delle migliori e la pioggia ci ha impedito di fare un test completo, al quale vi rimandiamo appena avremo la possibilità di avere il TMax in redazione.

TMAX: IL LEADER
Prima di passare a descrivere il nuovo TMax nelle sue caratteristiche tecniche, spendiamo due parole per capire la portata del “fenomeno” TMax e la sua evoluzione. Fin dal lancio, avvenuto nel 2001, il bicilindrico giapponese è stato venduto in ben 180.000 unità con delle percentuali di market share che solo nel 2003 sono scese sotto al 50% (con il 49% per esattezza), ma che negli ultimi anni sono state costantemente sopra al 70% di quota di mercato nel segmento dei maxi scooter bicilindrici.
Analizzando i dati di vendita, poi, si nota che il TMax è stato per anni un fenomeno essenzialmente italiano, visto che di quei famosi 180.000 pezzi, ben 115.000 sono stati venduti nel Bel Paese. Nei primi anni di commercializzazione, infatti, oltre il 75% dei TMaxisti europei erano italiani, e ancora oggi quasi il 60% dei TMax che arrivano nel vecchio continente è venduto da un concessionario dello Stivale.
Avere in listino il leader di mercato da undici anni, poi, ha permesso a Yamaha di condurre delle analisi di mercato molto approfondite e, soprattutto, statisticamente attendibili. Analizzando i dati emerge che il ”TMaxista” tipo è un motociclista di lunga esperienza, poiché ben il 76% degli utenti va in moto da oltre 10 anni. Va da sé che anche l’età media di riferimento non sia bassissima e si attesta su 42 anni. In pratica abbiamo davanti la perfetta fotografia del motociclista esperto, esigente e che ha bisogno di un veicolo raffinato per muoversi tutti i giorni.

L’ultimo dato importante che vogliamo citare, è che nel corso degli anni è andata crescendo la percentuale di clienti che sostituivano un TMax usato con uno nuovo e ciò testimonia la grande affezione al prodotto, che ha permesso alla Yamaha di rinnovare il suo bicilindrico di punta mantenendo fermi i punti cardine di design, DNA motociclistico e piacere di guida. Ne è scaturito il TMax 2012 che, oltretutto viene offerto allo stesso prezzo del modello precedente: il TMax 530 sarà disponibile in concessionaria entro la fine del 2011 in quattro colori (bianco, nero, grigio e argento) a 10.290 euro, che diventeranno 10.790 euro per chi sceglierà la versione con ABS (disponibile a febbraio 2012).

TECNICA: PIU’ POTENZA, PIU’ COPPIA, MENO PESO
Il progetto del nuovo TMax 530 ha avuto come obiettivo una crescita prestazionale, ottenuta aumentando la cilindrata e alleggerendo il veicolo. Il motore mantiene il layout conosciuto di bicilindrico parallelo, con bancata fortemente inclinata in avanti. La cilindrata è cresciuta a 530cc maggiorando l’alesaggio di 2 mm; le misure sono ora di 68,0 mm x 73,0 mm e la potenza erogata all’albero è di 46,5 CV a 6.750 giri/min che valgono 3 CV in più rispetto al passato. Anche il dato di coppia massima è cresciuto e vale 52,3 Nm che sono 5 Nm in più, erogati mille giri più in basso di prima.

Il motore è stato riprogettato nel 90% delle componenti: sono nuovi ovviamente i cilindri che hanno ricevuto nuove camicie che permettono un miglior raffreddamento della termica. I passaggi del refrigerante sono stati cambiati anche nella testata aggiungendo dei canali attorno al foro candela per rendere più uniforme la distribuzione delle temperature nella testa. E’ cambiato anche il foro di uscita dell’acqua dalla testa, ora al centro dei cilindri, in modo da avere un campo di temperature maggiormente simmetrico.

Sono nuovi anche i pistoni forgiati in alluminio e le valvole di aspirazione sono cresciute nel diametro da 25,0 a 26,0 mm. Per ridurre i consumi e migliorare l’erogazione della coppia è stata ridotta l’alzata valvole, di 0,8 mm all’aspirazione e 0,6 mm allo scarico. Il collettore d’aspirazione non è più in alluminio ma in resina, più leggera, mentre il diametro dei corpi farfallati è passato a 34 mm e gli iniettori sono ora quelli a 12 fori della Yamaha YZF-R6.
Il sistema di bilanciamento tramite pistone ausiliario è stato ottimizzato per ridurre le perdite di potenza, con uno sfiato che evita l’effetto di “pompaggio”. Visto l’incremento della coppia, i tecnici hanno pensato di migliorare la lubrificazione interna con una coppa maggiorata. E’ stata poi modificata la frizione aggiungendo un disco ed è cambiata la trasmissione.
La primaria è sempre a cinghia ma sono stati cambiati i rapporti, mentre la finale ha abbandonato il conosciuto sistema a doppia catena passando a una a cinghia dentata in kevlar. La nuova trasmissione ha permesso di risparmiare il 35% di peso oltre a ben 2 cavalli precedentemente sprecati in attrito e quindi di portare il vantaggio in termini di potenza alla ruota in 5 CV rispetto al modello 2011.

CICLISTICA: MENO 4 KG E FORCELLONE NUOVO
Il telaio del TMax 2012 riutilizza la stessa struttura in alluminio della serie precedente, leggermente modificata per accogliere il nuovo retrotreno. Il forcellone è infatti l’elemento maggiormente distintivo del nuovo TMax, in quanto è stata abbandonato il layout scooteristico per abbracciarne uno spiccatamente da moto. Troviamo ora un forcellone a due bracci in lega leggera, mentre l’ammortizzatore è sempre disposto orizzontalmente sotto al motore. Tra le altre novità tecniche introdotte con il TMax 530 troviamo i nuovi cerchi ruota a cinque razze e il disco freno posteriore, passato da 267 a 282 mm, e spostatosi ora sul lato destro della ruota per lasciar spazio alla cinghia di trasmissione. L’alleggerimento del retrotreno ha permesso di migliorare il bilanciamento delle masse, ora del 48% sull’avantreno (+ 2%) e di guadagnare complessivamente 4 kg.

IN SELLA: PROVA BAGNATA
Come anticipato in apertura, il test del nuovo Yamaha TMax 530 2012 si è tenuto in una uggiosa giornata meneghina di dicembre. Pioggia e freddo ci hanno impedito di valutare i miglioramenti dinamici del TMax, per i quali vi rimandiamo a una prova completa di prossima pubblicazione.
L’asfalto bagnato non ci ha impedito però di valutare appieno l’ergonomia del veicolo e le maggiori prestazioni del motore.
La posizione di guida è leggermente cambiata, grazie a un manubrio leggermente ruotato all’indietro e più aperto e montato su riser di stampo motociclistico. La seduta è tal quale alla versione precedente, quindi con una sella molto ampia e comoda e spazio per le gambe a sufficienza. La protettività del cupolino è migliorata e quest’ultimo è ora regolabile su due posizioni (spostando le viti di fissaggio), per soddisfare anche gli utenti più alti.
Aggressiva la nuova strumentazione, che abbandona il disegno classico a tre quadranti circolari in favore di due grossi strumenti analogici con display centrale, il tutto incluso in un cruscotto dalle forme molto “accigliate”. Il contagiri non è più digitale ma ora un più visibile elemento a lancetta, mentre gli indicatori di livello carburante e temperatura acqua passano da analogici a digitali.
La capacità di carico del TMax è rimasta pressoché invariata. Il vano sottosella non cambia, mentre i due scomparti nel retro scudo sì. Quello di sinistra diventa un semplice cassettino dove “parcheggiare” il telefonino, mentre quello destro diventa più profondo e guadagna, finalmente, la serratura a chiave.

In movimento si nota subito una caratteristica: il nuovo TMax sembra più soft nel setting della sospensione posteriore rispetto a prima, e ciò rende la guida più confortevole, mentre il rendimento dell’avantreno ci è parso invariato.
Ciò che si avverte subito è il diverso comportamento del propulsore. L’erogazione della coppia è decisamente più regolare ed è sparita quella leggera vibrazione che era avvertibile in accelerazione a metà regime. Probabilmente si trattava di una risonanza delle catene, eliminata grazie alla cinghia dentata.
In accelerazione il nuovo TMax lascia indietro il modello precedente: nello 0-100 il guadagno dovrebbe essere di oltre un secondo, ma dove la differenza è abissale è nella prova di sorpasso 80 -130 km/h, dove il vantaggio è di oltre tre secondi e più di 200 metri in meno.

Durante la nostra prova abbiamo portato il TMax non solo in città, dove ribadisce le sue buone qualità nello sgusciare tra le auto, ma anche in autostrada, dove verificare la stabilità alle alte velocità e la maggior potenza. Le tangenziali suburbane rimangono, infatti, il suo terreno di caccia preferito, dove si lascia indietro il traffico automobilistico in tutta tranquillità. A 130 km/h in autostrada si fila via lisci come l’olio con il motore che trotterella a metà regime, con una cospicua riserva di potenza nella manetta, sempre pronta in caso di bisogno.
Insomma: promuoviamo il nuovo Yamaha TMax 530 2012 per le sue caratteristiche migliorate, per l’incrementata qualità percepita e per le maggiori prestazioni del motore. Lo rimandiamo ad un test più approfondito per quanto riguarda la ciclistica, e sarà anche l’occasione per verificare i migliori consumi che Yamaha dichiara nel 6% in meno.
 
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