Tecnica

pubblicato il 9 luglio 2012

Videoguida Manutenzione Moto: La scelta del lubrificante

Guida pratica alla scelta dell'olio migliore per il vostro motore

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La corretta manutenzione è un presupposto fondamentale per conservare in perfetta efficienza e a lungo la vostra motocicletta. Nel novero delle operazioni da seguire per prendervi cura della moto, una delle più importanti è la sostituzione del lubrificante motore agli intervalli indicati dal costruttore. Non basta, però, cambiare l’olio con regolarità, ma è necessario saper scegliere quello giusto per il vostro motore, non solo per garantirgli una vita lunga, ma anche per evitare danni a volte irreparabili e per metterlo in condizione di erogare sempre la massima potenza disponibile.
Per scegliere il giusto olio motore, però, è necessario documentarsi un po’ per capire esattamente a cosa serve e cosa deve fare un buon lubrificante, e questa guida si propone di aiutarvi proprio in questa scelta.

LA LUBRIFICAZIONE: USIAMO L’ATTRITO PER VINCERE L’ATTRITO
Riassumere in poche righe tutta la teoria della lubrificazione, che va sotto il nome di tribologia, sarebbe impossibile, e pertanto cercheremo di spiegare qui in breve i suoi concetti fondamentali, necessari a comprendere il perché dentro un motore c’è dell’olio in circolo.
Tra due superfici a contatto, che si muovono una rispetto all’altra, si genera una forza che si oppone al movimento chiamata attrito. Questa forza, ha come conseguenze la generazione di calore e l’usura delle parti a contatto.
La maniera migliore per ridurre al minimo possibile l’attrito è interporre tra queste parti una sostanza che le tenga separate impedendo il contatto diretto, e questa sostanza è il lubrificante. Detta in questo modo potrebbe sembrare che sia sufficiente interporre un liquido qualunque tra le parti per ridurre l’attrito, ma ovviamente non è così, perché il parametro fondamentale che entra in gioco a questo punto è "l’attrito interno" del fluido, che normalmente viene identificato con una proprietà fisica che è la viscosità.
Riassumendo il concetto in parole semplici, per ridurre l’attrito tra due superfici a contatto, si utilizza un diverso tipo di attrito, che è quello proprio della sostanza interposta tra le superfici, che è il lubrificante.

I COMPITI DEL LUBRIFICANTE
Un lubrificante per motori, però, non è chiamato esclusivamente a tenere a distanza due superfici, perché le necessità dentro un motore sono molteplici e l’olio fa fronte a molte di esse.
Le funzioni principali di un lubrificante sono:
- Proteggere le superfici dall’usura
- Ridurre l’attrito tra gli organi meccanici in movimento in contatto tra loro
- Raffreddare le parti lubrificate
- Mantenere puliti gli organi meccanici contrastando la formazione di depositi carboniosi e mantenendo in sospensione i contaminanti
- Contrastare la corrosione che potrebbe generarsi per l’attacco chimico da parte di agenti contaminanti
- Permettere la tenuta tra le fasce elastiche ed il cilindro riducendo al minimo il fenomeno del blow-by.

COMPOSIZIONE
Cerchiamo ora di capire cosa c’è dentro un moderno lubrificante, visto che, dovendo esercitare così tante funzioni, l’utilizzo di un semplice olio base non sarebbe adeguato a coprire tutte le esigenze.
Di conseguenza, all’olio base è necessario aggiungere altre sostanze chiamate additivi, in varie percentuali, in modo che la miscela di Olio base più additivi possa essere idonea alla lubrificazione del motore.
L’olio base è una sostanza solvente con proprietà lubrificanti, all’interno della quale sono disciolti gli additivi e le altre sostanze. L’olio base può essere: Minerale e cioè un derivato della distillazione del petrolio. Sintetico e cioè ottenuto da processi industriali di sintesi chimica, o Rigenerato, e quindi derivante dal trattamento industriale degli olii usati.
Gli additivi possono essere suddivisi ulteriormente in due parti: i miglioratori della viscosità e della fluidità a freddo e gli agenti chimici con funzioni detergenti, disperdenti, antiusura, antiossidanti, inibitrici della corrosione etc.

SEMISINTETICO O 100% SINTETICO?
Ma quando prendiamo in mano un flacone di lubrificante, chi ci garantisce che esso sia davvero sintetico o meno? Sfortunatamente ad oggi non esiste una regolamentazione a livello mondiale che definisca in modo chiaro cosa si intende per lubrificante sintetico, perché questa è una caratteristica non inclusa in nessuna classificazione ufficiale. Di conseguenza a livello legale, solo un olio la cui base è 100% sintetica può essere etichettato come "fully-syntetic", mentre tutti gli altri in cui la base è costituita da percentuali variabili di olio minerale e sintetico, devono essere etichettati come "semi-sintetici".
In linea generale, poi, possiamo dire che i lubrificanti formulati con basi sintetiche rispetto a quelli ottenuti con basi minerali permettono:
- Migliori prestazioni di fluidità a bassa temperatura
- Miglior indice di viscosità
- Minore consumo di olio per evaporabilità ad alta temperatura
- Minor ossidazione e minori depositi per degrado termico
- Maggior intervalli di cambio olio

SPECIFICHE E CLASSIFICAZIONE
Scendiamo un po’ nello specifico delle magiche sigle stampigliate sui barattoli degli olii lubrificanti.
Le specifiche sono un insieme di informazioni sulle caratteristiche emanate da alcuni enti classificatori che stabiliscono determinate doti minime dei lubrificanti.
In campo motoristico sono essenzialmente tre le Specifiche adottate: quelle SAE (Society of Automotive Engineers), che stabiliscono delle tabelle di gradazione della viscosità, le API (American Petroleum Institute), che sanciscono dei requisiti minimi che gli oli debbono avere e le JASO (Japanese Automobile Standars Organisation), emanate dai costruttori giapponesi.

Quando le classi di viscosità indicate sul libretto di uso e manutenzione non sono delle prescrizioni del costruttore, l’utente può scegliere la viscosità più adatta al suo motore in funzione della temperatura esterna di impiego ed eventualmente del suo stile di guida. La classe di viscosità SAE di un olio multigrado è definita attraverso due numeri, di cui il primo, è seguito dalla lettera "W"(winter).
Il primo numero è relativo alla classe individuata misurando la viscosità dell’olio a bassa temperatura il secondo è relativo alla classe individuata misurando la viscosità a 100°C.
Maggiore è il numero, maggiore è la viscosità del lubrificante corrispondente a quella determinata classe. Utilizzando il veicolo prevalentemente in climi freddi, la scelta ricadrà su lubrificanti con il primo numero basso (lubrificante fluido a bassa temperatura), mentre se il veicolo è usato soprattutto a temperature esterne elevate o con stile di guida sportivo, la scelta ricadrà su lubrificanti con il secondo numero elevato (più viscoso ad alta temperatura).
Prendiamo un esempio di nomenclatura: se un olio è classificato SAE 10W-40, ciò significa che esso in inverno funzionerà come un olio SAE 10, mentre in estate avrà caratteristiche tipiche di un SAE 40, e quindi potrà essere utilizzato in un range di temperature esterne che vanno indicativamente da -25 a +40 °C.
Normalmente ogni costruttore indica nel manuale di uso e manutenzione le caratteristiche dell’olio migliore identificato per il proprio motore, aggiungendo una tabellina che propone delle viscosità alternative nel caso la moto sia utilizzata prevalentemente a certe temperature piuttosto che ad altre. In linea generale, però, è bene cercare di restare nell’ambito delle viscosità consigliate (se ad esempio nel vostro motore viene consigliato un olio 10W-30, non è il caso di metterci un 20W-60, perché nella maggior parte delle condizioni d’uso costringerete il motore a lavorare con un lubrificante dalla viscosità cinematica più che doppia.

Il secondo criterio di classificazione è quello emanato dalla API, e stabilisce una scala di prestazioni degli olii indicata attraverso una S per motori a benzina e una C per i diesel, seguita da una lettera dell’alfabeto in ordine crescente con la qualità dell’olio. Quindi un olio SM avrà maggiori prestazioni di un SL e di un SJ.
Le specifiche Jaso, invece, sono molto utili soprattutto per i motori motociclistici perché permettono di capire se un lubrificante è adatto all’impiego con motori con frizione in bagno d’olio come la quasi totalità dei propulsori motociclistici. Le specifiche JASO in vigore sono la MB, MA1 e MA2, con quest’ultima che indica l’olio con prestazioni anti-slittamento più elevate.

I LUBRIFICANTI BARDAHL
La gamma di lubrificanti Bardahl per motori motociclistici è tutta composta da olii a base sintetica contraddistinti dalla formulazione esclusiva e brevettata Bardahl Polar Plus, che prevede speciali molecole polari che, comportandosi come delle micro-calamite, si fissano sulle superfici metalliche e formano una pellicola lubrificante estremamente resistente. La Formula Bardahl, inventate nel 1939 da Ole Bardahl sono state tenute sotto segreto militare statunitense fino al 1945 in quanto gli USA impiegavano gli olii Bardahl per i propri aerei caccia durante la Seconda Guerra Mondiale, e permettono una drastica riduzione degli attriti, fino al 70% in meno rispetto ai lubrificanti convenzionali.
In alcuni prodotti, poi, viene impiegata la famosa molecola di Fullerene C60, cavallo di battaglia dell’Azienda statunitense fin dal 1996. Si tratta di una molecola composta da 60 atomi di carbonio che, grazie alla sua morfologia e alla sua grande stabilità, è in grado di conferire eccezionali proprietà antiattrito e antiusura al lubrificante.

XTM SYNT
L’olio Bardahl XTM Synt è un lubrificante a base sintetica di classificazione API SL, prodotto in tre gradazioni e adatto a motori di ogni estrazione. La viscosità 10W-40 è prodotta per due tipologie di applicazioni: Moto e scooter.

XTC C60
Il prodotto di metà catalogo di Bardahl è l’olio XTC C60, dedicato a motori più sofisticati, è sicuramente il lubrificante più famoso della Casa americana. L’impiego di pregiate basi sintetiche e di speciali polimeri ad alta stabilità, consente al XTC C60 un’eccezionale resistenza all’ossidazione termica conferendo al film lubrificante una efficacia superiore in grado di resistere anche alle altissime temperature. La tecnologia Bardahl unisce in questo caso la formulazione Polar Plus alla molecola di Fullerene e consente di esaltare l’efficienza del motore, fornendo una maggiore potenza e una migliore accelerazione.
Il Bardahl XTC C60 garantisce un controllo dei depositi e dell’usura superiore, permettendo di estendere la vita del motore nella massima efficienza. E’ un lubrificante premium specifico per moto 4T hypersport, sport-touring, on/off-road di elevata potenza, pluricilindrici e monocilindrici. L’XTC C60 è prodotto in quattro viscosità, di cui due offerte con base totalmente sintetica dedicata a motori specialistici offroad.

XT-S C60
Al top della gamma degli olii Bardahl destinati ad un uso in motori supersportivi c’è l’olio XT-S C60. Il lubrificante è 100% Sintetico ed è destinato all’utente più esigente e ad essere impiegato nei motori quattro tempi di elevata potenza specifica.
L’XT-S C60 è formulato per offrire le migliori prestazioni in ogni condizione di guida, garantendo la massima protezione del motore anche nelle situazioni più critiche di lubrificazione.
Il lubrificante racchiude in sè il top delle tecnologie Bardahl e delle soluzioni formulative disponibili. Ritroviamo quindi la molecola di Fullerene C60 insieme a una formulazione Polar Plus Fortified. L’olio XT-S C60 contiene polimeri high shear stability per la massima resistenza alle sollecitazioni meccaniche di taglio ed è prodotto in ben cinque diverse viscosità, comprese quelle dei propulsori di ultimissima generazione.

XT-4 C60 Racing
Al vertice assoluto della famiglia Bardahl si pone il lubrificante Racing per uso estremo da competizione. XT-4 C60 Racing, un olio speciale per impieghi sportivi, formulato per moto 4T racing e hypersport di elevata potenza e per moto off-road, per motori con o senza frizione a bagno d’olio. L’impiego di pregiatissime basi sintetiche e di speciali polimeri high shear stability consente al XT-4 C60 Racing di mantenere elevata la viscosità dell’olio fino ad altissime temperature garantendo una lubrificazione sempre efficace, anche in situazioni estreme, come quelle che si verificano in gara.
L’XT-4 C60 Racing contrasta il degrado dell’olio che si verifica per ossidazione termica, minimizza l’abbassamento di viscosità per esercizio e offre una efficace lubrificazione all’avviamento e a motore freddo. Il lubrificante prevede sia l’adozione del Fullerene C60 sia della formula Polar Plus ed è disponibile nella sola viscosità 10W-60.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , monocilindriche , strada , bicilindriche , 1000 , naked , enduro , quadricilindriche , 600 , curiosità , cross , tecnica , automatiche , sicurezza , fuoristrada , manutenzione


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