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pubblicato il 18 giugno 2012

Ghezzi-Brian Motard V-Twin

La piccola factory lombarda torna con un motard su base Guzzi Griso

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Il nome Ghezzi-Brian ha un valore quasi mistico per gli appassionati guzzisti. Nel passato, infatti, i fondatori del marchio, Giuseppe Ghezzi e Bruno Saturno, si resero artefici dapprima di velocissime bicilindriche da corsa che vinsero a ripetizione nei campionati BoTT a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, per poi assurgere a piccola factory che ha sfornato moto raffinate ed esclusive, tutte sempre spinte da motori Moto Guzzi.
Il brand oggi è rimasto in mano all’Ing. Saturno, che vuole tornare sulla scena con una nuova proposta, la Motard V-Twin che vedete in questo articolo. La moto, come vedete, è una maxi motard, e quindi rappresenta un’apertura da parte del brand alle moto dei tempi moderni, dopo aver progettato in passato supersportive e naked estreme.

MOTARD V-TWIN: MOTARDONE HI-TEC
La base tecnica di partenza, necessaria per realizzare la Motard V-Twin, è la Moto Guzzi Griso, bella e incompresa Moto Guzzi, che è tutt’ora in listino. Per realizzarne una supermotard, alla Ghezzi-Brian hanno montato sospensioni dall’escursione maggiorata e hanno approntato una carrozzeria che ne ridefinisce completamente le forme e i volumi.
Cupolino, puntale e serbatoio fanno parte di una monoscocca in composito che supporta la coppia di fanali poliellissoidali sovrapposti, che da sempre contraddistinguono le moto di Ghezzi e Brian. Il codino è semplice e affusolato e il telaietto posteriore prevede anche una coppia di robusti maniglioni per il passeggero. Guardando le immagini della Motard V-Twin si fatica un po’ a collocarla tra le maxi motard vere e proprie, perché le dimensioni e le forme sono effettivamente a metà tra quelle di una nuda e quelle di un motardone, visto che la sella e la coda sono abbastanza basse (830 mm la seduta) e lo sviluppo delle linee è prettamente orizzontale.
Al di là degli aspetti estetici, però, la Motard V-Twin porta con sé una interessante innovazione tecnologica, in quanto monta al retrotreno un monoammortizzatore a regolazione elettronica, prodotto dalla Tractive Suspension, azienda olandese nata da un gruppo di dipendenti storici della WP, messisi in proprio quando la KTM ha trasferito gli uffici della WP dall’Olanda all’Austria.
Stando a quanto dichiarato dagli stessi titolari della Tractive Suspension, molti di loro hanno in passato lavorato a progetti avanzati come l’ESA I e II di BMW, e il sistema sospensivo montato sulla V-Twin è una ulteriore evoluzione di quel concetto.

DYNAMIC DAMPING ACTION
Il Dynamic Damping Action, è quindi un dispositivo di regolazione in modo dinamico dell’idraulica del monoammortizzatore, e si basa su un concetto ed una tecnologia nuovi, molto diversi dalle attuali sospensioni presettabili elettronicamente, ma funzionalmente diverse.
Il sistema consta di un ammortizzatore dotato di una speciale valvola deputata alla regolazione dell’idraulica controllata elettronicamente da una centralina. La valvola regola fino a 10.000 Newton di damping in 10 millisecondi. Il suo funzionamento è dettato dai dati forniti dal sensore SPS (Smart Position Sensor) fornisce alla centralina misurazioni accurate sullo stato dinamico dell’ammortizzatore alla frequenza di 25.000 rilevazioni al secondo.
Sulla centralina al manubrio vengono settate dal pilota solo le impostazioni di base, stile di guida desiderato e carico a bordo; a moto in movimento il sistema automaticamente si adegua in tempo reale alle condizioni del percorso e del manto stradale ed ogni singola sollecitazione viene "elaborata" in modo personalizzato ed adeguato alla velocità, alla direzione e all'intensità della oscillazione.
Questi parametri sono costantemente monitorati dalla centralina che elabora e invia alla valvola i valori di damping in tempo reale. La sospensione modifica il suo stato in pochi millisecondi, senza che il pilota si accorga assolutamente delle variazioni, perché queste avvengono ad una velocità superiore alla soglia percettiva.
Tutto ciò dovrebbe garantire, stando a quanto dichiarato dai costruttori, la percezione di grande sicurezza, confort e piacere di guida, grazie all’adeguatezza della risposta alle sollecitazioni in ogni situazione.
Da quanto leggiamo, quindi, evinciamo che il DDA proposto sulla Ghezzi-Brian, è un prodotto molto simile al BMW Dynamic Damping Control che la casa di Monaco è in procinto di offrire in optional sulle proprie motociclette, e del quale vi spiegammo più in dettaglio il funzionamento in questo articolo.

L’equipaggiamento della Motard V-Twin si completa con una coppia di cerchi a raggi Kineo, realizzati in alluminio forgiato, con successiva lavorazione dal pieno a CNC, e dotato di raggi non passanti e quindi canale dei cerchi non forato; questo significa l’utilizzo a pieno diritto di pneumatici tubeless che garantiscono il massimo della sicurezza.
La Ghezzi-Brian Motard V-Twin sarà disponibile anche sotto forma di kit di elaborazione, destinato ai possessori di una Moto Guzzi Griso che vogliono cambiare forme e sostanza alla propria motocicletta.
Un plauso all’ing. Saturno per la spinta innovatrice che ha voluto infondere alla motocicletta, con la speranza di poterla provare al più presto, per toccare con mano il funzionamento di questo interessante sistema di sospensioni elettroniche.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Novità , bicilindriche , 1000 , supermoto , curiosità , anticipazioni , tecnica , sospensioni


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