Attualità e Mercato

pubblicato il 12 giugno 2012

Buche: contro i Comuni servono le prove

Cade in motorino, il Tribunale gli dà ragione, ma poi...

Buche: contro i Comuni servono le prove

Doppia brutta avventura per un uomo che prima è caduto dal motorino a causa di una buca, e poi s’è visto respingere in appello la richiesta di indennizzo inoltrata al Comune. Decisione appena confermata dalla Cassazione con sentenza 7937.

Infatti, nel 1998, il Tribunale di Lecce accoglie la domanda e condanna il Comune a risarcire alla parte danneggiata 28.280,85 euro, più interessi e rivalutazione. La Corte d’Appello di Lecce accoglie il gravame del Comune e respinge la domanda proposta dal danneggiato: questi va in Cassazione, ma perde ancora.

Gli Ermellini si sono basati sul fatto che i testi escussi in primo grado non avevano riferito nulla a proposito della presenza di una buca sul manto stradale, né che vi fosse un ristagno d’acqua. Vero invece che sulla strada in questione erano in corso di svolgimento lavori di rifacimento del manto stradale e di pavimentazione del marciapiede adiacente. Ma il vero problema è che l’uomo non aveva prove definitive della presenza della buca, e che questa fosse imprevedibile e inevitabile.
Non solo: l’età del danneggiato al momento del fatto (77 anni) avrebbe dovuto imporre all’uomo una particolare attenzione nella guida del motorino. Come dire: riflessi meno pronti impongono la massima prudenza.

Morale: vincere una volta contro un Comune non è sufficiente, perché spesso gli Enti locali vanno in appello e anche in Cassazione. Per aprire una controversia con le amministrazioni, occorrono prove, testimonianze, foto: è una causa a tutti gli effetti. Meglio ancora se ci si fa assistere da un esperto in infortunistica stradale o da un avvocato.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , codice della strada , incidenti


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